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SET
27
2010

27 Settembre 2010 giornata Europea del Turismo

Oggi presso l’unione europea si è tenuta la giornata europea del Turismo le cui base sono contenute nella comunicazione del 30 giugno della commissione europea che ha messo a fuoco una serie di argomenti fondamentali per definire una strategia delle politiche del turismo europeo per la prima volta contenute nella strategia di Lisbona. La comunicazione mette a fuoco una serie di temi: la destagionalizzazione, la dimensione delle PMI, la trasversalità del turismo che tocca diversi ambiti: trasporti, qualità delle strutture e dell’accoglienza, diritti dei consumatori ecc.

La giornata Europea del Turismo avrebbe dovuto tracciare alcune linee guida iniziando a definire il tema del turismo culturale. Il Turismo culturale un settore considerato in grado di conciliare una serie di elementi autenticità, prodotto tipico, paesaggio ma che passa attraverso la capacità di strutturare itinerari della cultura, più che singoli eventi, che rendano attrattivo un territorio, la cultura può favorire il rilancio e lo sviluppo economico e da questo anch’essa può trarre beneficio.

Dalla cultura dell’evento al vivere un esperienza, dalla velocità allo slow, perché la vacanza sia un occasione di conoscenza, riposo ed esperienza.

Gli itinerari della cultura permettono di dare rilievo a realtà, oggi considerate minori fuori dai grandi network turistici, quindi itinerari dove il turista vive un esperienza entrando in contatto con le persone con i luoghi i paesaggi per aprirsi ad una continua scoperta.

L’unione Europea con questo approccio mette al centro delle sue politiche europee per il turismo i territori e la sua gente, i soli che possono farsi parte di questo progetto con la loro creatività ed esprimere in maniera più autentica l’identità di un luogo.

Questo nuovo approccio oltre a rendere protagoniste le nostre comunità offre la possibilità di costruire la cittadinanza europea perché permette di ricostruire i legami che passano attraverso la presenza e la testimonianza di religioni, del cui dialogo il nostro territorio è testimonianza: la cultura e tradizione cristiana ed ebraica ma anche mussulmana.

 Oggi più che mai è necessario il protagonismo del nostro partito nel settore delle politiche europee, dal momento che si stanno gettando le basi per la politica europea del turismo.

La giornata europea del turismo è riuscita in questo intento? Direi che il seminario, benché sia stato interessante per l’opportunità di scambio di esperienze sul tema degli itinerari culturali, a mio parere è stato deficitario in quanto alla definizione di una vera e propria strategia per un settore che ha bisogno di un rilancio e di rispondere insieme alle istituzioni alla globalizzazione e alla capacità dei paesi emergenti.

Da qui l’esigenza che il nostro partito proponga un proprio indirizzo sull’unificazione delle codificazione delle strutture alberghiere, la gestione dei fondi strutturali per un settore che fino ad oggi non ne ha beneficiato nella misura che dovrebbe, applicazione della bolkestein che in alcuni settori potrà pregiudicare l’identità di un territorio, questioni aperte, mentre vengono introdotti strumenti assai dubbi quali un nuovo marchio considerato strumento di coesione all’interno dell’unione europea e che poi potrà essere usato all’esterno, ma che servirà per promuovere un identità e darà la possibilità di condividere una storia comune.

Il turismo come un tema trasversale alla cultura, ai trasporti all’enogastronomia che deve concretizzarsi attraverso la capacità di costruire pacchetti turistici, politiche integrate sia sul versante della promozione che delle scelte prioritarie sia in ambito europeo che locale. Il turismo, in questa fase di crisi può rappresentare una risposta anche in termini occupazionali, ed è quindi non più rinviabile, dobbiamo garantire il sostegno a 360° gradi: la competitività dei territori, la formazione sia delle figure tradizionalmente legate al turismo ma anche di nuovi profili che siano in grado di costruire il prodotto turistico, la salvaguardia paesaggistica e naturalista del territorio che si coniughi con un sistema di trasporto che garantisca la sostenibilità e che per i paesi del mediterraneo passa attraverso la costruzione di una cultura del mare e dei porti non come sistemi chiusi ma aperti, braccia che accolgono e si aprono allo straniero, al turista.

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