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GIU
26
2011

ITALIA DEI VALORI: IERI, OGGI, DOMANI.

 Oltre 20 anni sono passati, anni di difesa della legalità costituzionale e di opposizione, intransigente a Berlusconi e al berlusconismo, passando per la opposizione ai decreti legge salva Mediaset, di contrasto alla P2 e ai conflitti di interessi.

Otre 20 anni di opposizione intransigente a mafiopoli e tangentopoli : sono queste le radici, è questa la identità di Italia dei Valori, di tutti e di ciascuno di noi, di quanti si riconoscono in una esperienza politica che ha dato voce alla indignazione e al bisogno di un governo alternativo del Paese.

Appena tre settimane sono passate dalla conclusione delle elezioni amministrative, che hanno registrato una “rivoluzione gentile” in importanti metropoli italiane, una rivoluzione certificata dallo straordinario successo elettorale di Luigi De Magistris, che ha scelto Italia dei Valori per impegnarsi in politica.

Appena due settimane sono passate dall’esito dei referendum, che Italia dei Valori , sin dalla – spesso derisa e, ancor più spesso,  ignorata -  raccolta delle firme,  ha sostenuto e vissuto, senza logiche di appartenenza: una straordinaria occasione fornita a cittadine e cittadini per liberarsi, per  uscir fuori da palude e steccati di partiti e per indicare un progetto strategico per una Italia diversa e migliore.

Dopo e nonostante tutto questo, si assiste oggi al tentativo di leggere con canoni interpretativi di vecchia politica il filo della speranza e della alternativa costruito in questi 20 anni ed esaltato/incoraggiato dall’esito dei referendum, che ha stupito soltanto quanti – sono purtroppo ancora tanti e potenti-  non credono o non vogliono credere alla capacità di alternativa culturale e democratica degli italiani.

Di questo percorso Italia dei Valori si è fatta responsabilmente carico ; di questo percorso si è fatto e si fa e deve farsi  interprete l’intero partito, ognuno con la propria storia e parzialità.

Di questo percorso, delle diverse identità e parzialità, tocca farsi carico ad Antonio Di Pietro.

Ognuno tenta di tirare per la giacchetta Italia dei Valori e , in particolare, Antonio Di Pietro , tra tutti il più esposto per ruolo e storia personale.

Così operando, però, Italia dei valori si presenta come il soggetto politico più coerente e capace di cogliere il nuovo nella politica italiana e il più coerente e capace di cogliere il bisogno di rispettare identità e ideologie di tutti e di ciascuno, anche dentro lo stesso partito,  ma al tempo stesso di essere uno strumento di impegno politico,  adeguato alla caduta degli steccati della guerra fredda e di contrasto al dilagante imbarbarimento etico e culturale, rivelatosi anche e drammaticamente non conveniente agli interessi , al bene comune dell’Italia e degli italiani.

Non condividiamo , pertanto ,  il tentativo di leggere la indignazione e le scelte strategiche dei 27 milioni di elettori dei referendum come la vittoria di uno schieramento di partiti tradizionali né di leggere la stessa vittoria di candidati, pur provenienti da partiti del centro sinistra, come vittoria della coalizione di partiti di centro sinistra.

Non condividiamo, pertanto,e inoltre, di considerare ancora come figli di un dio minore , referendum, primarie ed internet : strumenti snobbati, ostacolati, sottovalutati ed oggi rivelatisi ben più incisivi di sterili vertici di maggioranza o incontri privati tra capi partito.

Non partecipiamo, pertanto,al gioco mistificante e superato della classificazione – secondo modelli arcaici – del nostro partito : una esperienza politica , la nostra, di protesta sino alla resistenza e di proposta, una esperienza forte per la sua

organizzazione territoriale e ,ancor più forte, per il suo sapere interpretare diritti e progetti di chi non ha formalmente aderito,  e magari non aderirà formalmente mai , al partito di Italia dei Valori…

E, nonostante tutto, ancora ci tocca rispondere alla domanda : Italia dei Valori è di destra ? E’ di sinistra ? E’ di centro ?

Una domanda legittima , forse, se rivolta a partiti che sono e vogliono restare legati a vecchi schemi.

Una domanda , legittima come ogni domanda , ma non rispettosa per un partito che si è sempre schierato per il bipolarismo, in una posizione irriducibilmente alternativa a individualismi e intolleranze. Irriducibilmente alternativa  alla perversione  dei valori di destra operata dai governi  Berlusconi.

Si, va bene, ma tu Antonio Di Pietro sei di destra , di sinistra o di centro ?

Tu, Di Pietro, eri di sinistra e adesso sei di destra ? O di centro ?

Antonio Di Pietro ha risposto e basta leggere ciò che ripetutamente ha detto, con grande chiarezza.

Allora provo a rispondere io, e come me possono rispondere tutti coloro che si riconoscono in Italia dei Valori, anche coloro che letture strumentali e arcaiche vorrebbero tra loro in contrasto.

Diversi per storia e identità : uniti da un comune progetto politico condiviso e ritenuto utile per il futuro del Paese.

Rispondo io , ribadendo la natura fuorviante della domanda.

Non sono di destra …sono attento ai bisogni, a tutti e massimamente agli ultimi e agli emarginati e sono contro il reato di immigrazione clandestina e contro i bombardamenti; sono  per dare risposta di diritti a disoccupati e precari; sono per una lotta serrata alla evasione, per un fisco ispirato a criteri di progressività , attento alle famiglie , agli imprenditori , ai redditi frutto di lavoro e produzione e sono per un fisco che colpisca le rendite finanziarie parassitarie.

Non sono di sinistra….sono per le regole del libero mercato e contro i conflitti di interessi , vere e proprie tangenti del terzo millennio, sono contro le caste e la cultura della appartenenza che mortificano i meriti.

Non sono di centro….sono convinto della importanza del pluralismo culturale e religioso e che il clericalismo è un insulto soprattutto a chi crede e che la laicità  deve essere  un valore etico fondativo, purtroppo carente in Italia.

E se qualcuno incalza e mi chiede  chi sono e quale è la mia identità : cerco di ribadire  che la domanda rischia di essere fuorviante.

Ma non mi sottraggo e rispondo : sono cristiano,  democratico e di sinistra, ma ho fatto e farò  di tutto per evitare che la mia identità si trasformi in un recinto, in una gabbia da politica da guerra fredda.

Questa è la mia identità e sono felice di sapere  che , tra quanti condividono la esperienza di novità  di Italia dei Valori , moltissimi ( mi interessa che siano tanti, ma non mi interessa sapere quanti sono per contare e contarci ) risponderanno di essere socialisti, liberali o  ambientalisti…

Italia dei Valori serve al Paese e servirà al Paese,  sin tanto che sarà strumento coerente di impegno politico e di progetto condiviso di futuro per persone diverse e libere.

 

Questa Italia dei Valori si propone come parte di un processo di alternativa per il Paese, un processo che il declino inarrestabile di Berlusconi, costretto a scelte e furbate da pugile suonato, rende importante ed urgente.

Noi non intendiamo sottrarci e chiediamo alle forze sociali e politiche di opposizione di avviare la costruzione di un progetto condiviso dai cittadini e in sintonia con il messaggio proveniente da questa primavera elettorale 2011.

Un programma, una coalizione e primarie per la scelta  di chi dovrà rappresentare , non in chiave fideistica , ma concretamente e credibilmente  la sintesi delle speranze , dei diritti, del futuro degli italiani e delle italiane.

 

LEOLUCA ORLANDO

 

 

P.S. So , ma non ci arrendiamo, che , nonostante quanto ho cercato di dire, qualcuno continuerà a soffermarsi sulla diversità di identità , e non sulla grande comunanza di valori e progetto , di quanti vivono l’esperienza di Italia dei Valori.

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