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FEB
01
2012

Il mio impegno per una riforma complessiva dello Stato

Di seguito troverete il mio intervento letto al Consiglio Straordinario della Provincia di Massa – Carrara il 31/01/2011

Noi dell’Italia dei Valori abbiamo raccolto oltre 400.000 firme per una proposta di legge costituzionale che abolisse le Provincie, per approdare a una vera e propria riforma dello Stato che puntasse alla semplificazione amministrativa e alla sburocratizzazione del Paese. Si ritiene, infatti, che solo attraverso la riorganizzazione dello Stato si possa recuperare l’efficacia e l’efficienza del sistema istituzionale italiano all’interno della più ampia cornice dell’Unione Europea.
La proposta che l’Italia dei Valori prevede non solo e non tanto l’abolizione delle Provincie sic et simpliciter, quanto la revisione dell’impalcatura istituzionale dello Stato con la riattribuzione delle loro funzioni a Comuni e Regioni; il dimezzamento dei parlamentari; la definizione del Senato delle Regioni; una diversa articolazione delle città metropolitane; la riorganizzazione delle attuale regioni con particolare riferimento alle regioni molto piccole e quelle a statuto speciale.
Oggi stiamo discutendo un ordine del giorno proposto dall’UPI, su cui è necessario fare un operazione di chiarezza, potrei dire di memoria storica.

La lettera inviata questa estate, da parte del governo Berlusconi all’Unione Europea, individua, al punto F in materia di Pubblica Amministrazione, una serie di strumenti per alleggerire e rendere più snella e meno onerosa la struttura dello Stato quali: la mobilità obbligatoria; la messa a disposizione con riduzione salariale e licenziamento del personale ed il superamento delle dotazioni organiche. Al capoverso seguente si propone l’abolizione delle Provincie attraverso una legge di carattere costituzionale con il trasferimento del personale ai Comuni e alla Regioni. Questi punti sono stati confermati dal governo Monti con un decreto ed è su questi obiettivi che i commissari europei, proprio in queste ore in visita al governo, stanno valutando l’attendibilità delle nostre “promesse”.
Il decreto Monti, che come è noto è il decreto in cui è contenuta la norma oggi in discussione , è stato trasformato in legge in Parlamento il 28 Dicembre 2011 con i voti favorevoli di PDL – PD e UDC/Terzo Polo e il voto contrario dell’Italia dei Valori.
L’Italia ha bisogno di riforme vere e complessive, non di occasionali o parziali pseudo riforme: per questo concordo nell’appello rivolto a tutti i nostri parlamentari e al Parlamento quale unico organo all’uopo deputato a farlo, perché si proceda celermente a una riforma organica dello Stato in senso federale, con la quale si possano ricollocare le funzioni ora gestite dalle Provincie, coniugando la sburocratizzazione, la semplificazione amministrativa con il mantenimento dei servizi al territorio e ai cittadini e la salvaguardia delle risorse umane sia in termini di saldo occupazionale che di professionalità che in ogni Provincia sono state acquisite in questi decenni.
Infine, ritengo che l’ordine del giorno presentatoci oggi sia, permettetemi consiglieri e colleghi assessori, strumentale perché sollecita le forze sindacali a mobilitarsi contro l’abolizione o lo svuotamento delle Provincie, per tutelare le persone che ci lavorano.
Noi dell’Italia dei Valori, soprattutto in questo momento di forte crisi economica, riteniamo che sia compito dell’Amministrazione e delle forze politiche sia a livello locale che regionale, garantire i servizi di salvaguardia e tutela del territorio e dei cittadini in loco ed il mantenimento del livello occupazionale con la valorizzazione delle competenze espresse da migliaia di lavoratori, oggi impiegati nelle Provincie.
Tali obiettivi possono e devono essere raggiunti avviando, con la collaborazione delle parti sociali, atti di riorganizzazione del personale in relazione alle funzioni che si riterranno di mantenere nel territorio o accentrare presso la regione, e predisporre nelle prossime settimane la legge regionale di riordino delle funzioni.
Un grande lavoro ed impegno politico ci attende nei prossimi mesi: lavoro a cui Italia dei Valori non farà mancare il proprio propositivo e costruttivo apporto che garantisca contemporaneamente il permanere in loco dei servizi essenziali alla tutela del territorio e dei cittadini e la salvaguardia dei livelli occupazionali e delle professionalità all’uopo destinate e consolidate.

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