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NOV
23
2012

Sara Vatteroni: “Befera non può ricordarsi delle famiglie solo per alzare le tasse” Mai più “casi Cittadella” e più attenzione per bambini e genitori

“Quelle che chiediamo sono misure puntuali e a basso impatto economico, visto che aiutare economicamente una famiglie a “stare meglio” costa allo Stato certamente meno che inserire un bambino in comunità, ma anche segnali politici e culturali che siano in grado di riconoscere il valore culturale e sociale della famiglia; in questo senso le recenti dichiarazioni del Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate, Befera sono dannose oltre che profondamente pericolose e offensive”.

E’ questo il cuore dell’intervento di Sara Vatteroni membro ELWN (European Liberal Women’s Network), svolto ieri a Napoli durante un importante seminario sulla presentazione del “rapporto ombra” dell’ONU sulla discriminazioni contro le donne Cedaw.

“Il rapporto – commenta l’organizzatrice dell’incontro Sara Vatteroni, e responsabile nazionale dipartimento democrazia paritaria IDV – evidenzia la miscela esplosiva tra i due principi da un lato la non esclusione di affido in caso di violenza e dall’altro la possibilità di ricorrere alla diagnosi di PAS per il genitore che, abusante o violento nei confronti della madre, potrebbe così escludere dall’affido il genitore vittima di abuso In pratica significa che in qualunque procedimento di affido, se il bambino rifiuta di vedere il padre e se viene denunciato un abuso, un atto di pedofilia o di molestia sessuale, il padre ricorrerà alla PAS per dire sempre e comunque che si tratta di “condizionamento della volontà del minore” da parte della madre.

Soprattutto in questo momento di difficoltà – aggiunge Sara Vatteroni – sono sempre di più i bambini vittime di tensioni famigliari, di liti tra i genitori determinate, magari, da momenti di ristrettezza economica o da drammatiche condizioni occupazionali: in questo senso è essenziale prevedere delle politiche di reale sostegno alle famiglie proprio perché non siano i più piccoli a pagare le conseguenze più gravi.

In un momento così difficile – conclude Sara Vatteroni – serve maggiore cautela e più rispetto; le famiglie italiane non sono il luogo dell’evasione e il soggetto da “spremere”: non capirlo significa mettere una pesante ipoteca sul futuro di milioni di bambini”.

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