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DIC
26
2012

Una riforma a costo zero. tagliare la burocrazia per competere nei mercato globale

108 raccomandate, 108 poste certificate, 135 cd, 82 mila fotocopie, 270 marche da bollo per un valore di 4.500 euro, sei mesi di gestione della pratica: questi i numeri per un progetto fotovoltaico su copertura da 6MW in procedura semplificata!
Quando la parola semplificazione in Italia e’ sinonimo di complicazione, una riforma a costo zero che anche i decantati tecnici si sono dimenticati. In questi anni quando si è parlato di semplificazione e di informatizzazione, in realtà, si ė voluto semplicemente dire: raddoppio degli adempimenti.
In altri casi si applicano alle PMI le stesse procedure delle grandi aziende, in particolare nel settore della sicurezza sia del lavoro che ambientale: ciò non fa crescere la sicurezza e impone un aggravio di costi e adempimenti! Un esempio per tutti le norme della toscana sulle piscine degli alberghi associate a quelle delle piscine comunali!
La crescita passa anche attraverso una riduzione dei costi  e dei tempi lunghi della pubblica amministrazione: una semplificazione dell’organizzazione istituzionale con un sostanziale accorpamento di funzioni tra comuni piccoli e medi; ultimare la riforma delle provincie poiché altrimenti potremmo assistere a  una sovrapposizione e deresponsabilizzazione in attesa della ridefinizione delle competenze.
Questi alcuni aspetti di una proposta di riforma che non richiede risorse; ma attenzione verso il settore e un conoscenza delle difficoltà che le PMI incontrano. Le risorse così liberate o risparmiate sono invece necessarie per affrontare un altro annoso problema: quello dell’accesso al credito.
L’unione europea, in questi ultimi anni, ha spostato l’impiego delle risorse verso il sistema bancario che però non è stato altrettanto generoso con il territorio e le PMI, sempre più in difficoltà anche a causa dello slittamento dei pagamenti degli enti Locali, a loro volta vittime del patto di stabilità.
In questo settore si devono favorire i fidi bancari attraverso la costituzione dei Consorzi di garanzia iscritti al 107 del TU bancario, al fine di rafforzare le misure a sostegno della garanzia e dello sviluppo delle imprese.

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