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FEB
19
2013

Sara Vatteroni (RC): risponde all’associazione degli operatori turistici della Lunigiana

Spet.le associazione operatori turistici della Lunigiana
Alla Dott.sa Giovanna Zurlo

Ringrazio per la richiesta di un futuro impegno politico su un tema quello del turismo e per un territorio come la Lunigiana, da sempre a me caro e che nella mia esperienza di assessore al Turismo e ai trasporti della provincia di Massa – carrara ho imparato a conoscere per le sue potenzialità e qualità.

Ritengo che la vostra lettera puntuale e specifica richieda una serie di risposte per punti.

In primo luogo i motivi della vostra nascita, che in effetti si collocano in una fase di tramonto delle Apt e dell’alluvione della Lunigiana ma che in realtà ha espresso una fase di maturità del sistema ricettivo lunigianese e nel contempo l’esigenza che la promozione non possa e non debba essere al solo appannaggio del pubblico ma che debba vedere una sempre maggiore presenza e coinvolgimento delle aziende e degli operatori che operano nel settore.

Dissesto idrogeologico
Rivoluzione civile ha posto tra i primi posti per il rilancio dell’economia del paese un grande programma di interventi di messa in sicurezza, ma che io amo pensare di salvaguardia e di valorizzazione del territorio, che limiti i disastri avvenuti in Italia in occasione di ogni pioggia e che oltre a provocare vittime determinano l’impoverimeto economico di territori, senza parlare della spirale, poco virtuosa, di investimenti a pioggia che spesso producono casi di mala gestione, basti pensare a quanto avvenuto in questo ultimo anno con i processi che hanno coinvolto la protezione civile di Guido bertolaso. Quindi basta grandi opere, Tav ponte sullo stretto ecc… semmai un piano nazionale di manutenzione del territorio.

Infrastrutture
Purtroppo in questi anni gli enti locali hanno subito tagli drastici, se a questo aggiungiamo il rispetto di un patto di stabilità che di fatto ha riversato sul territorio gli impegni di contenimento della spesa assunti a livello europeo, la situazione e’ diventata paradossale. Il governo Monti, posso dirlo da assessore al bilancio affamava gli enti mentre faceva crescere il debito pubblico passato dal 120,6% al 126,26% rispetto al Pil! Tutto ciò è avvenuto con la complicità di buona parte delle forze politiche i cui rappresentanti hanno sempre stigmatizzato le richieste e le denuncie degli enti locali come difese di campanile. I partiti da troppo tempo hanno perduto il contatto con il territorio, ed e’ proprio necessario ripartire da li per recuperare il rapporto tra le istituzioni nazionali e le esigenze espresse a livello locale, tra i partiti e le organizzazioni sociali ed è economiche. Dobbiamo assolutamente rivedere le politiche di riorganizzazione istituzionale puntando a un analisi delle funzioni e delle esigenze del territorio di tutela dei beni comuni, tra cui anche il diritto alla mobilita’, perche’ sia più competitivo a livello europeo e internazionale, allo stesso modo di quanto aviene nel settore turistico dove la competizione e’ oramai globale.
Difesa territorio e incentivi per l’agricoltura
Da quando o iniziato a fare l’amministratore mi sono sentita ripetere, in senso negativo, che in Lunigiana non c’e’ un modello di sviluppo, io credo che questa verita’ sia paradossalmente la sua forza.
Oggi la Lunigiana può per il suo territorio ancora incontaminato sviluppare un sistema sociale ed economico sostenibile. Diventae il suo punto di forza per un turismo responsabile e attento alla qualità e al prodotto che punti alla biodiversità ambientale.
Rivoluzione civile, nel suo programma pone tra i primi punti non solo il rispetto dell’ambiente ma afferma che l’ambiente e’ il futuro da qui alcuni interventi in sintesi:
- imponendo un stop al consumo del suolo;
- Uscendo dalle pratiche derogatorie degli strumenti di pianificazione pubblica generale.
- Rendendo le VAS (Valutazione Ambientale Strategica) degli strumenti di pianificazione generale di lungo periodo, sovraordinate e cogenti rispetto ai provvedimenti attuativi.
- Sancendo l’interesse legittimo dei cittadini a ricorrere a tutela della qualità urbana e ambientale, dando piena attuazione alla Convenzione di Aarhus ed incentivando le forme di partecipazione attiva alle formazione delle scelte insediative e progettuali su città e territorio.
Per quanto riguarda l’agricoltura serve un programma forte di “Agricoltura bene comune”, dall’agricoltura contadina che valorizza la biodiversità, che dice no agli OGM, che racchiude all’interno dei propri obiettivi anche il paesaggio e la sua preservazione.
Lo sviluppo equilibrato di agricoltura contadina, turismo, cultura, gastronomia, è la chiave di volta per la valorizzazione del territorio, contro monocolture, turismo irresponsabile, svendita del territorio.

Concertazione amministrativa
Questo tema sicuramente rientra tra le priorità non solo per il territorio ma perché l’Italia possa iniziare a crescere e essere realmente competitiva sorattutto nel settore del turismo. L’Italia sta scendendo nella classifica dei primi paesi visitati al mondo nonostante il brand Italia e il brand toscana rivestano ancora molto interesse.
Anni fa attraverso un referendum si determino’ che a competenza del turismo passasse in via esclusiva alle regioni, io ritengo che sia venuto il momento di ripristinare la delega del turismo a livello nazionale e nell’ambito del ministero per le attività produttive, il turismo deve cessare di essere un attività produttiva secondaria ma rientrare a pien titolo tra i motori di sviluppo del paese (per ulteriori informazioni http://www.saravatteroni.it/category/turismo-e-trasporti/ e http://www.saravatteroni.it/2012/12/far-ripartire-il-turismo-per-tornare-a-crescere-mai-piu-ministri-alla-brambilla-e-mance-alla-renzi/)
In merito alle politiche regionali, se da un lato non era più possibile mantenere a livello regionale la promozione frammentata in 14 aziende autonome, dall’altro l’attuale organizzazione non è in grado di rispondere alle peculiarità promozionali, soprattuto di realtà emergenti che vanno oltre il semplice triangolo delle città d’arte Pisa/Siena/Firenze, le quali si promuovono anche da sole. Dopo due anni di abolizione del sistema delle aziende autonome e’ forte l’esigenza di avviare una riflessione più ampia che richiederà un maggiore coinvolgimento degli operatori e del territorio.

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