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MAR
25
2013

Retitudine 11: intervento di Sara Vatteroni

Prima di iniziare il mio intervento vorrei anche io far riferimento all’esperienza di Rivoluzione Civile che mi ha lasciato un grande dolore non per il risultato elettorale e neppure per aver perduto ma perché ho percepito che non ero in sintonia con il paese, eravamo da un altra parte e questa consapevolezza mi ha creato un forte disagio.

Vorrei focalizzare il mio intervento su alcune parole. Occupandomi in questi anni di razzismo e pari opportunità ho imparato che dall’analisi imagedelle parole si può affermare che una società e’ razzista o di fatto non riconosce le pari opportunità. In Italia non abbiamo le leggi razziali ma dietro il significato delle parole possiamo riconoscere il razzismo strisciante che caratterizza la nostra società, allo stesso modo per il riconoscimento della pari dignità delle donne questa passa attraverso l’uso o l’abuso delle parole e delle immagini. Ho utilizzato questi stessi criteri di analisi per la situazione politica di oggi.

Autenticità vs credibilità

L’autenticità e’ un valore intrinseco della persona, la credibilità e’ come invece vieni percepito: Papa Francesco e’ autentico e credibile, ma la Chiesa, la comunità cattolica sarà in grado di esserlo altrettanto? In questi giorni ero in visita in una comunità cattolica che sta realizzando un progetto importante per il reinserimento dei detenuti sperimentando forme alternative al carcere, nel trasmettergli il mio entusiasmo per la scelta di Papa Francesco mi è stato risposto ma la Comunità dei cristiani sarà in grado di far perdere di credibilità la figura del nuovo Papa, sarà in grado di rappresentare il cambiamento di porre al centro della sua azione la persona, i poveri?
Applicando poi queste parole al M5S ho cercato di approfondire, andare oltre gli aspetti superficiali, ebbene penso che il M5s abbia goduto di una grande credibilità, che RC non aveva. Gli elettori lo hanno ritenuto credibile perché in grado di rompere gli schemi e obbligare il futuro governo a fare delle scelte giuste appunto a 5 stelle.
Sicuramente la loro organizzazione dal basso, la partecipazione dei territori da al movimento grande autenticità e credibilità e anch’io vedo con grande simpatia questi neo parlamentari aggirarsi tra i corridoi del parlamento, rompendo vecchi e superati protocolli. Allo stesso modo non credo che rappresentino l’anti politica, che invece è stata prodotta dai tanti “professionisti” della politica che hanno più pensato ai giochi di palazzo che al futuro del nostro paese.
Ma il M5S e’ realmente autentico?
In questi giorni sto cercando di approfondire la loro conoscenza e ho colto alcuni aspetti, quelli positivi li ho elencati prima, altri mi hanno fatto riflettere ed in particolare il non rispetto della meritocrazia e il non considerare i percorsi delle persone come un valore aggiunto di cui tutta la nostra società dovrebbe avvalersi, in particolare sulla nomina di Grasso e Boldrini che ritengo persone degnissime e di alto profilo e che penso siano state proposte ed elette dalla maggioranza proprio su spinta, sembra paradossale, proprio per la presenza del M5S. Inoltre la proposta di avere la nomina della commissione RAI ancora una volta un movimento che occupa la Rai, quando la vera battaglia dovrebbe essere fuori i partiti dalla Rai!
Insomma speriamo che il buongiorno non si veda dal mattino ma sicuramente il M5S richiede un plus di analisi se non altro per il grande successo elettorale di cui bisogna tenere conto.

Il quadro politico non è molto chiaro sono saltati i riferimenti al punto che oggi molti di noi si chiedono se siamo una minoranza culturale chi si arrischia a paragonarci a una riserva indiana, ebbene io non ho dubbi siamo una riserva indiana! Io stessa, il mio profilo, se interrogo l’Istat mi conferma di essere una riserva indiana: donna sposata con tre figli, laureata, che fa politica ed è libero professionista. In realtà io divento maggioranza quando penso alle mie paure, di madre che teme la mancanza di una rete sociale che riesca, indipendentemente dalle vicende lavorative mie e di mio marito, a non privare i mie figli delle opportunità legate ai loro studi, alla loro salute ecc… Quando penso alla vivibilità dell’ambiente ecc… Insomma dobbiamo tradurre i nostri valori nella quotidianità delle vita delle persone, solo così diventiamo maggioranza!
Allora dobbiamo operare per costruire un soggetto che si basi su alcune parole chiave: la collegialità frutto di una leadership condivisa, e sopratutto avviare un processo per costruire una comunità di riferimento che abbia una sua identità e valori di riferimento, la lotta all’illegalità, la costruzione di una società che si fondi sulla centralità dei bambini e delle bambine perché sia più sostenibile, e rispettosa dei tempi e delle necessità di ognuno.

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