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NOV
09
2015

Massa 23 ottobre 2014 su Vita Apuana. Maschio e femmina di che genere sei?

In questi mesi ascolto e leggo di articoli con le teorie basate sul gender e penso che regni un grande disorientamento misto a ignoranza.
Sono mamma di due femmine e un maschio e quando li guardo mi chiedo ma che tipo di donne saranno, ma che tipo di uomo sarà? In questo si racchiude la relazione tra sesso e genere. Il sesso un fattore determinato dalla nascita e il genere, il processo di costruzione dell’identità che è il frutto della relazione tra aspetti biologici, mentali e sociali. La costruzione dell’identità di genere si lega con il dato biologico ed è influenzato dalla cultura ma soprattutto della relazione nel contesto famigliare. Le relazioni famigliari attengono al contesto di reciprocità tra i membri e tra generazioni,
al ruolo assunto da uomini e donne e le funzioni svolte dalle donne nello scambio tra generazioni.
Questo approccio alla costruzione dell’individuo nella società ha permesso di superare stereotipi, pregiudizi, ha liberato uomini e donne dalla gabbia di ruoli predefiniti, ha determinato conquiste
sociali ma anche liberato energie in ambito scientifico, artistico, le donne oggi percepiscono la possibilità di esprimersi in tutti i settori nessuno precluso, ciò certamente non vuol dire che sia stata raggiunta la parità anche sostanziale, ma ciò rappresenta sicuramente un opportunità nuova per le donne e la società.
Allo stesso modo ciò vale anche per i maschi che sempre più si pongono o dovrebbero porsi quesiti sulla propria identità anche nel rapporto con le loro amiche e compagne e che hanno la possibilità di riflettere elaborare, superando steccati e stereotipi.
In molti vedono in queste tesi il rischio di annullare le differenze.
In realtà le prime ricerche ed elaborazioni sul gender sono nate nell’ambito del pensiero femminista che parallelamente elaborava tra le diverse tesi, negli anni ottanta, il pensiero della differenza: sfatando la presunta universalità del maschile si riscoprivano saperi, storie e cultura rendendo evidente un “altra” realtà che non voleva più essere considerata minorità oppure condannata all’oblio.
Questo cambiamento ha prodotto rotture e lacerazioni, incomprensioni anche tra le donne ma ha avuto il merito di essere condiviso anche da uomini, è riuscito a spaccare gli steccati al punto che Emma Watson, l’interprete di Ermione nella famosa saga di Harry Potter, ambasciatrice delle Nazioni Unite per i diritti delle donne, recentemente nel suo discorso all’assemblea ha affermato: “ho visto uomini resi fragili e insicuri da un idea distorta di quello che significa successo per un maschio. Nemmeno gli uomini hanno la parità di genere, non parliamo spesso di uomini imprigionati dagli stereotipi di genere, ma io vedo che lo sono. E quando sono liberi le cose cambiano di conseguenza anche per le donne”.

Non sono ancora molti gli uomini ma sono sempre più quelli, che mutuando un linguaggio e un metodo del femminismo, ricostruiscono una propria identità a partire da se per aprirsi al mondo, al sapere, partendo dalla propria parzialità per ricostruire il proprio maschile.

Certo quali sono i modelli a cui gli uomini possono riferirsi? Se la figura autoritaria del padre è stata rinnegata non possono essere certo rinnegate le funzioni della paternità i cui compiti sono legati alla sfera sociale, all’avventura del vivere al di la dei pericoli, per sentirsi parte attiva del contesto sociale? Perduto l’autoritarismo come riconquistare l’autorevolezza?

Così come le donne hanno dimostrato di poter rinnovare la propria identità acquisendo nuovi spazi, anche gli uomini hanno una grande opportunità per ridefinire la propria identità riappropriandosi di ruoli, compiti anche inediti per uomini “nuovi”.

Tutto ciò passa anche attraverso nuove relazioni tra i sessi non più basate sul dominio di uno sull’altro ma su una condivisione di compiti e ruoli, ognuno con la propria specificità.

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