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SARA VATTERONI

Sono nata a Carrara il 13 maggio 1970; coniugata, madre di tre bambini, Jasmine, Francesco e Agata Giulia di soli 18 mesi; laureata in Scienze Giuridiche; parlo correntemente francese (seconda madre lingua), inglese, spagnolo e comprendo il tedesco.

Sono giurista e libera professionista (curriculum vitae) nelle scienze sociali, cooperazione internazionale, immigrazione, pari opportunità, intercultura e formazione; con la passione della lettura, soprattutto saggistica di sociologia politica, e dei romanzi e dei film d’azione, specie di 007 o quelli tratti dai libri di Robert Ludlum.

Da oltre 22 anni impegnata nel sociale a favore dell’integrazione e dell’intercultura, delle pari opportunità e delle politiche di genere, ed in politica, soprattutto per l’affermazione del valore della legalità.

Ho accompagnato la mia passione politica con un attenta formazione sin dal 1990: da maggio 2008 ricopro la funzione di assessore dell’Italia dei Valori della Provincia di Massa Carrara, con deleghe al bilancio, patrimonio, finanze, turismo, trasporti e mobilità e nel primo anno sociale e sanità politiche giovanili e no profit.

  • Quando comincia il mio impegno politico

    La mia passione politica inizia a 17 anni, nel 1987, da poco rientrata dopo dieci anni di emigrazione con la famiglia in Algeria. In occasione della prima forte immigrazione dall’Albania, assieme ad altre persone della nostra provincia e di altri territori regionali e nazionali, oltre a fornire ai rifugiati accoglienza e assistenza, abbiamo creato movimenti di opinione e poi di proposta politica (Africa Insieme) per tutelare i diritti degli immigrati, prima di tutto persone e poi cittadini, ultimi fra gli ultimi perché costretti a fuggire dal proprio paese a seguito di guerre o soprusi o spinti dalla fame: un impegno, quella della tutela e della promozione nel rispetto della legalità, vissuto poi anche in organizzazioni nazionali e internazionali, in Italia e all’estero, anche professionalmente.

    Negli anni successivi, così come a livello internazionale ho respirato l’aria di un mondo nuovo, nato dalle macerie del muro di Berlino e della fine degli steccati e degli ideologismi partecipando ai movimenti politici giovanili in Europa (Primo Forum della Gioventù a Parigi nel 1989), in Italia ho vissuto il periodo politico e storico entusiasmante dell’affermazione del rispetto della legalità e della responsabilità come elemento fondante di una democrazia: quello di Mani Pulite, per la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione e dell’affermazione della trasparenza come valore fondante di una democrazia; l’azione del pool antimafia di Palermo, per la lotta contro lo strapotere della mafia soprattutto come antistato alternativo socialmente e istituzionalmente allo Stato.

    Un periodo, quello, in cui la mia generazione respirava l’aria del cambiamento e nutriva la speranza che la fine delle ideologie, dei blocchi contrapposti, lo smantellamento di un sistema di potere che minava le istituzioni avrebbero permesso la nascita di una società aperta, rinnovata. Tra le persone che seguivo con grande attenzione vi erano Di Pietro e tutta la procura di Milano, Caponetto, Borsellino e Falcone, nonché gli esponenti della cosiddetta Società Civile che li appoggiava nella loro azione moralizzatrice del Paese: e, partendo dalla grande stagione della primavera di Palermo con Leoluca Orlando Sindaco, l’esperienza politica dell’azione riformatrice e, probabilmente troppo prematura, delle “Rete Movimento per la Democrazia”, poi “Rete per il Partito Democratico”, che promuoveva la contaminazione delle culture politiche per una sintesi più alta che avrebbe dovuto portare al Partito Democratico, inteso come luogo della rappresentanza e sintesi politica, come strumento dell’azione politica di tutti coloro che si riconoscono nei valori di pace, uguaglianza, responsabilità, sussidiarietà, libertà, rispetto delle regole, lavoro, sviluppo socio economico sostenibile; un movimento nel quale ho militato dal 1991 al 1996.

    Ho vissuto la politica come una vera e propria passione, non ho mai svolto incarichi istituzionali fino alla nomina ad Assessore Provinciale, ed ho destinato gran parte delle mie vacanze e delle risorse di giovane universitaria a realizzare corsi di formazione, specialmente quelli estivi della Libera Università della Politica diretti, dal 1994 al 1998, da S.J. Padre Ennio Pintacuda, affrontando tematiche emergenti come il ruolo del territorio nella costruzione dell’autonomia locale, il federalismo, i sistemi elettorali, i sistemi economici privilegiati o trainanti come le aree franche, il ruolo dell’Italia nel mediterraneo ed in Europa, la globalizzazione, lo sviluppo di un sistema economico non esclusivamente capitalista e liberista, ma attento alle tutele sociali e ad uno sviluppo socio-economico mondiale e sostenibile, la fine dello stato-nazione e la sfida delle autonomie regionali, con particolare riferimento all’Europa ed all’area del Mediterraneo.

    In seguito mi sono candidata nel 1998 con la lista La Rete-Verdi al consiglio comunale di Carrara, contribuendo ad eleggere la Sindaca Emilia Fazzi Contigli e la consigliera Claudia Bienaimè, nonché alla nascita e sviluppo del forum delle associazioni con lo scopo di avvicinare le istituzioni ai cittadini e viceversa. In quel periodo ho continuato il mio impegno civile nell’ambito dell’amministrazione comunale e in organizzazioni di volontariato sociale nel territorio provinciale e nazionale. Purtroppo la fine dell’amministrazione Contigli ha segnato la fine di un periodo di grande afflato morale e sociale, la “Rivoluzione Gentile” di Carrara: da qui l’esigenza di cercare altri settori di impegno. Ho lavorato per conto delle Nazioni Unite in Centro America per due anni: ritornata in Italia, mi sono occupata a livello europeo e nazionale di pari opportunità e di lotta alle discriminazioni di genere e di razza, di dialogo interreligioso e interculturale, specializzandomi nella progettazione sociale e nella formazione, temi dei quali mi occupo ancora professionalmente.

  • Politica: una vera passione

    L’impegno politico fatto di anni di battaglie e di impegno civile.

    Politica per me significa affermare il principio di legalità che non sia “essere forte con i deboli e deboli con i forti” ma l’espressione di un principio fondamentale di uguaglianza non formale bensì sostanziale, sulla scorta del pensiero cattolico democratico, frutto della dottrina sociale della Chiesa, o di filosofi da Toqueville a Lord Acton, a Maritain, a Sartre, a Dossetti, Scoppola, per citarne solo alcuni.

    La rivendicazione di un’economia sganciata dai poteri forti, come la massoneria, specie deviata, e dalle organizzazioni criminali che anche al Nord penetrano il sistema con ingenti quantitativi di soldi provenienti dai traffici illeciti per “ripulirli” e su questa linea ho denunciato un sistema di potere fondato sulla commistione di interessi rivendicando il ruolo della politica nella gestione della cosa pubblica per tutelare l’interesse comune.

    La promozione dei diritti fondamentali e naturali delle persone, a prescindere dalla loro nazionalità, dalla loro lingua e cultura, religione o colore della pelle, nel rispetto delle leggi delle comunità che li ospitano, favorendone l’integrazione soprattutto dei più giovani sin dal periodo scolastico, ambito nel quale ho sviluppato Progetti sperimentali di integrazione scolastica e sociale nei confronti della popolazione Rom e Sinta e iniziative volte alla tutela legale e dei diritti sociali fondamentali: diritto al l’istruzione alla sanità nel rispetto della propria identità culturale e religiosa.

    Ricordo con entusiasmo anche il periodo di forte partecipazione democratica della stagione dei referendum del 1993 sulla riforma istituzionale, durante il quale, forse in un’occasione unica e irripetibile, persone e cittadini di ogni credo politico si sono riuniti in una forte spinta democratica per adeguare le regole del proprio paese allo sviluppo di una democrazia moderna, efficiente ed efficace: così come, a partire dal 1996, successe con l’esperienza del primo Ulivo di Romano Prodi, vissuto intensamente a livello locale e regionale, specialmente nella prima fase.

    Come ho conosciuto il movimento di Antonio di Pietro?

    All’epoca dell’esperienza politica della Rete e dell’impegno politico della cosiddetta società civile, assieme a Nando Dalla Chiesa ed altri amici ho avuto modo di incontrare Di Pietro durante la sua esperienza di magistrato, condividendone l’azione di pulizia nella vita pubblica del Paese, e ne ho seguito con attenzione ed interesse l’esperienza politica sin dalla nascita del movimento.

    A livello provinciale, ho sostenuto Fabio Evangelisti, che conoscevo dal nostro comune impegno per la raccolta delle firme e la campagna referendaria per la preferenza unica, durante la sua prima candidatura alle Politiche del 2006, perché la figura di Di Pietro, e di Leoluca Orlando che lo ha accompagnato in questa nuova iniziativa, mi hanno convinto che la politica potesse offrire ancora una volta un momento di elaborazione politica e di cambiamento, mediante un nuovo strumento, un nuovo luogo della politica che ho sin da subito percepito differente rispetto ai rigidi steccati del sistema partitico attuale, condividendone anche il concetto di non autosufficienza e di visione, in un futuro più o meno prossimo, che tale luogo o strumento si allarghi in modo ampio ed esteso.

    Nel 2006 ho sostenuto anche a livello comunale la candidatura al Senato di Emilia Fazzi Contigli ed alla Camera di Maria Mattei: l’anno dopo ho contribuito alla scelta di presentare Elena Beisso alle primarie per il centro sinistra alla candidatura di Sindaco di Carrara e quindi, alle successive elezioni, ho accettato di candidarmi come capolista del partito di cui sono stata indicata vice coordinatrice provinciale.

    Infine, dal maggio del 2008, sono stata nominata Assessore alla Provincia di Massa Carrara.

  • Il mio ruolo di Assessora nell’amministrazione provinciale.

    Sono molto entusiasta e contenta di avere avuto l’opportunita di vivere questa esperienza e di aver contribuito attivamente all’azione amministrativa dello sviluppo del territorio nel quale da oltre due decenni mi impegno, specie nel settore sociale e delle pari opportunità, e della tutela della legalità e dello sviluppo eco-compatibile dell’economia.

    Nel maggio del 2008 ho assunto la funzione di Assessore al Bilancio, patrimonio, politiche sociali, giovanili e turismo. Il primo aspetto si cui mi sono concentrata è stato il ruolo della Provincia come ente territoriale di secondo livello, ritenendo che, finché la Provincia come ente rimane, deve esserlo come interlocutore territoriale, una vera sfida nel nostro territorio: e lo potrà essere solo nella misura in cui è in grado di farsi interprete dell’esigenza di coordinamento e di raccordo di politiche e interventi sovra comunali, specie per le realtà non metropolitane e piccole (noi abbiamo quasi 200.000 abitanti, due terzi dei quali concentrati lungo la costa) ma molto variegate territorialmente (geopoliticamente siamo confinanti con 3 provincie, due regioni e tre macroaree economico industriali).

    Nel primo anno ho realizzato una serie di interventi importanti ponendo le basi di una programmazione nell’ambito delle politiche giovanili non come semplice raccolta di progetti, ma come azioni sistematiche che mettano a confronto realtà sociali e giovanili diverse e importanti del territorio provinciale.

    Nel campo del Turismo, un settore per me nuovo ma estremamente stimolante, è stato importante ridefinire una serie di rapporti con le organizzazione imprenditoriali e gli operatori stessi per programmare delle strategie di promozione del territorio: in particolare il mio principale impegno è stato quello di definire degli interventi integrati tra pubblico e privato soprattutto per giungere alla destagionalizzazione, promuovendo il sistema congressuale; stipulando un accordo con la Versilia e gli operatori privati e il settore termale nella prospettiva del territorio apuo lunigianese come terra di benessere e salute.

    Per quanto riguarda la delega al Bilancio e patrimonio, ricordando non è un momento facile per i bilanci degli enti locali, in questi anni l’impegno è stato quello di mantenere gli equilibri di bilancio e di frenare le “derive” di investimenti non coperti se non accedendo risorse straordinarie o derivati, logica che non ci appartiene nell’ottica dell’efficienza e dell’efficacia della gestione amministrativa della cosa pubblica; abbiamo quindi consolidato gli investimenti, nella consapevolezza che il rispetto del patto di stabilità è anche garanzia di sviluppo: solo con una sana gestione si può far fronte al rilancio economico e sociale di un territorio. Infine abbiamo proceduto alla sistemazione del patrimonio, rafforzando il settore e avviando la procedura di ricognizione e analisi delle condizioni strutturali degli immobili provinciali.

  • Il cambio delle deleghe in Giunta: una nuova sfida dal sociale ai trasporti

    Sicuramente una sfida per un’esigenza di maggior incidenza nella relativa azione programmatico amministrativa: i trasporti sono un settore vitale per la qualità della vita di un territorio e dei suoi cittadini. In questi pochi mesi abbiamo messo in atto una serie di azioni volte a definire la qualità dell’offerta delle linee di trasporto pubblico urbano con un analisi della loro effettiva fruizione, accompagnata da una campagna di promozione e di informazione con la creazione di un numero verde; la campagna ha comportato la distribuzione di materiale informativo in più lingue, nella consapevolezza di una società sempre più globalizzata. Dal 2010 la regione Toscana ha ritenuto di dar vita a una vera e propria rivoluzione nel settore dei trasporti volendo procedere alla completa riorganizzazione a livello regionale, strutturando il servizio in un unico ambito a livello regionale, nel 2011 abbiamo ridisegnato l’intera rete del trasporto pubblico locale attraverso un attenta analisi dei bisogni di mobilità e abbiamo diviso la rete in forte e debole. La rete forte quella produttiva che ha una grossa portata in termine di utenza e’ stata inserita nel progetto regionale che andrà in gara unica e l’altra parte del debole, considerato tale perché realizzato in fascia di morbida (non di punta). Proprio in questi giorni abbiamo dato vita a una serie di attività di partecipazione che coinvolgerà l’intera Lunigiana: 15 comuni e 60 mila abitanti una realtà con una densità abitativa di 50 abitanti per km quadrato. Siamo partiti dai comuni e a gennaio procederemo a consultare la popolazione con questionari per definire le potenzialità e le esigenze di mobilità della popolazione e dei settori produttivi in particolare quello turistico in forte espansione in questi ultimi anni.
  • Il mio impegno nell’Italia dei Valori a livello nazionale ed Europeo

    Dal 2010, in collaborazione con gli Onorevoli Niccolò Rinaldi vice presidente dell’alleanza dei Democratici e Leoluca Orlando Vice Presidente di ELDR (Liberali democratici riformatori europei) abbiamo realizzato due iniziative: “Le 14 migliori leggi per le donne europee“ e la CEDAW.
    La diffusione del progetto “Le 14 migliori leggi per le donne europee“: una ricerca realizzata da un’associazione francese che grazie al nostro intervento e’ stata tradotta in italiano ed in inglese e presentata nell’ambito di un ciclo di conferenze in ogni regione italiana. Iniziativa che ha riscosso un grande successo anche in ambito europeo ed al congresso europeo di Palermo dell’Eldr di cui sono stata relatrice nell’ambito di un seminario organizzato dell’ELWN.
    Quest’anno abbiamo realizzato, a livello nazionale ed europeo tre conferenze di presentazione della CEDAW (Convention on the Elimination of All Forms of Discrimination against Women): una a Napoli, dove abbiamo affrontato il tema dell’adultocentrismo e della sindrome di alienazione parentale; un’altra a Strasburgo al Parlamento Europeo, dove abbiamo presentato l’applicazione in Europa delle decisione dello Jugendamt, un controverso istituto tedesco di tutela dei minori che in realtà discrimina nelle coppie binazionali il genitore non tedesco; ed infine la terza a Firenze, ove abbiamo analizzato il tema del femminicidio e la violenza sui bambini; un’emergenza che rappresenta non solo una barbarie, ma anche un costo sociale ed economico.
    L’impegno amministrativo e’ stato accompagnato da un intensa attività politica di analisi approfondimenti su alcune tematiche, sia a livello regionale che nazionale: dal 2010 sono responsabile del dipartimento trasporti regionale; dal 2012 del dipartimento nazionale della democrazia paritaria, ruolo che mi ha permesso di contribuire alla scrittura del programma dell’Ialia dei Valori.

  • La politica deve avere la capacità di rinnovarsi

    Penso che sia venuto il momento che la politica si liberi di una serie di ritualità e di orpelli, e che ritorni a farsi interprete delle esigenze dei cittadini nel rispetto delle istituzioni e dei valori democratici e costituzionali che rappresentano.

    In pratica, maggior responsabilità, coerenza, per un impegno sicuramente politico, ma anche efficiente ed efficace.

    Da qui l’esigenza di abbandonare i proclami e di avere la capacità di offrire una visione di cambiamento sostenuta da progettualità concrete realizzabili non nell’eterno domani ma nel lavoro quotidiano e costante, passando dai sogni, dalle idee alle azioni.

  • La politica sostantivo di genere femminile.

    La politica è per me da sempre un servizio; da qui la decisone di mantenere un minimo di attività professionale a cui poter ritornare in ogni momento: certo la famiglia è anch’esso un impegno costante e importante; ma ritengo che ciò aiuti a comprendere le difficoltà che affrontano quotidianamente migliaia di donne e famiglie italiane e anche una sfida perché richiede organizzazione e soprattutto complicità con mio marito, che insieme a me ha condiviso l’impegno politico.

    E’ per me stimolante passare dalle visite dal pediatra ad una riunione di giunta, dalla firma di un protocollo di intesa al colloquio con gli insegnanti, dalla consegna di un progetto o di un articolo ad una riunione di commissione, dal premiare i vincitori di una gara sportiva ad un saggio di danza: tutto ciò fa crescere la qualità della nostra vita fatta di relazioni, affetti, sentimenti; non si tratta di tempo sottratto all’impegno politico e lavorativo, ma del lievito per migliorarlo perché comunque prima che un dirigente politico mi sento una cittadina normale come tante altre milioni di donne.

  • Oltre la politica…

    Sono libera professionista nel settore sociale e delle pari opportunità per conto di organizzazioni non governative, associazioni ed enti locali toscane, nazionali ed internazionali, nonché consulente per lo sviluppo socio economico dei territori, anche sulla scorta di una specializzazione maturata nel 2000 con il Consorzio Zona Industriale e la Scuola Superiore di Studi Sant’Anna di Pisa.

    In pratica traduco le idee dei committenti, o mie su loro indicazioni, in progetti per la partecipazione a bandi di finanziamento in modo che le relative azioni si possano sviluppare nel territorio: ritengo, infatti, molto importante che le idee si traducano in fatti e che i fatti si traducano in azioni utili e concrete, oltre che come esempio specifico anche come modello da ripetere.

    Contribuisco, poi ed in genere, anche alla gestione del progetto stesso fino alla sua rendicontazione.

    Svolgo tutt’ora l’attività professionale, e di mamma, contemporaneamente a quella politica ed istituzionale, perché ritengo che le diverse componenti del mio essere donna (professionista, madre, moglie, politica impegnata nel territorio) mi aiutino a valorizzare nei vari campi il massimo delle sensibilità e degli obiettivi, senza perdere mai il contatto con i propri valori fondamentali e la realtà quotidiana.