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// BUONA POLITICA
GEN
17
2013

Sara Vatteroni: “mi candido per spirito di servizio. Subito, però, un cambio di rotta”

Sara Vatteroni sarà candidata alla Camera dei Deputati per la lista
“Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia.
Una candidatura “di servizio”,come la definisce lei stessa, visto che la sua posizione nella lista elettorale (bloccata e quindi senza la possibilità di esprimere preferenze a causa dell’attuale legge elettorale, il cosiddetto “porcellum”) non prevede l’elezione.

“Son profondamente convinta – spiega Sara Vatteroni – che il progetto di “Rivoluzione Civile” possa rappresentare – per i valori, le persone e i movimenti che la animano – un’iniezione di fiducia e modernità per la società Toscana e nazionale.

Non posso, però, non sottolineare come le aspettative dei territori per il valore aggiunto dato in questi anni in termini di elaborazione politica e la risposta elettorale dell’idv a livello regionale, nelle
precedenti elezioni, con ottimi risultati elettorali che hanno premiato il partito siano state profondamente tradite nella composizione delle liste e come non sarà semplice fare campagna elettorale.
Io ho deciso di esserci per la richiesta diretta di Antonio Di Pietro, per il positivo lavoro svolto con “Rete 2018″ e per il rapporto di fiducia e stima reciproca costruito con lo stesso Antonio Ingroia.

È evidente, però, che sia mancata una regia politica e come non sia più tollerabile e sostenibile liquidare, come si ventila da più parti da parte del segretario regionale dell’IDV che con fare pilatesco, non si sarebbe mai occupato della composizione delle liste.
Il nostro elettorato non ci crede più e rischiamo di perdere, in un colpo solo, tutto quello che faticosamente abbiamo costruito nel corso degli anni.

Non combattere per una lista che sia effettivamente rappresentativa del territorio, che sappia valorizzare le esperienze amministrative, che riconosca e rappresenti realmente il valore della diversità di genere, significa non solo non credere a questo progetto, ma anche aver deciso scientificamente di danneggiarlo.

Serve un cambio subito! Il territorio si aspetta segnali forti che non lascino spazio a interpretazioni o ambiguità!
Se tutto ciò non dovesse avvenire a nessuno di noi potrà essere imputata la responsabilità di un voto, quello di Idv e di tanti movimenti civici, che il 24 e 25 febbraio, molto probabilmente, mancherà.”

GEN
13
2013

Ingroia: “Combattere evasione, mafie e corruzione vale 330 miliardi di euro l’anno.”

La lotta alla corruzione sarà la nostra principale battaglia, non solo perché immorale, anti etica ma perché crea disparità tra le aziende, droga il sistema economico permettendo, ad aziende colluse, di rimanere sul mercato mentre molte altre chiudono i battenti.
Colpiamo il sistema al cuore, colpendo il capitali illeciti!

[FONTE: l'articolo originale]

Ne avevamo già parlato in passato, raccontando di una manovra che ci avrebbe salvato (e che purtroppo non era quella di Monti). La ricetta? Molto semplice: assodato cheil costo della sola voce corruzione (quindi corruzione in quanto tale, fenomeno mafioso ed evasione fiscale) vale 330 miliardi di euro all’anno, basta colpire qui per evitare ai cittadini un bagno di sangue. Pare che Antonio Ingroia, il rivoluzionario civile, l’abbia finalmente capito. E pare, purtroppo, che sia il solo.

di Viviana Pizzi

Sappiamo – ha sostenuto l’ex procuratore aggiunto di Palermo- che è difficile il risanamento di un debito che viaggia sui duemila miliardi di euro. E’ possibile tuttavia recuperare più di duecento miliardi all’anno con questo sistema”.

Ingroia si spinge oltre e ipotizza anche il carcere per gli evasori fiscali ma per risanare il debito pubblico parla soprattutto di “galera per i patrimoni degli evasori” definendo rivoluzionaria la confisca dei beni illecitamente acquisiti non soltanto per questi ultimi ma anche per chi si macchia di reati mafiosi e di corruzione.

Recuperare capitali per Ingroia vuol dire tassare immediatamente quelli illegali che giacciono in Svizzera. Gli stessi che il governo Monti, ma nemmeno quello Berlusconi hanno voluto mai recuperare.

 

SCUDO FISCALE: NON HA FATTO BENE ALL’ITALIA

Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile si è espresso anche sullo scudo fiscale voluto da Giulio Tremonti durante il governo Berlusconi. Lo ha giudicato una vera e propria sanatoria che ha portato Berlusconi a fallire le promesse che aveva fatto durante le sue campagne elettorali basate su “meno tasse e più crescita”.

Una manovra voluta dal probabile candidato premier del Pdl Giulio Tremonti che “non ha fatto bene all’Italia” e che ha favorito il proliferare dell’illegalità e delle mafie. Ad oggi il costo dell’evasione fiscale è di 120 miliardi di euro l’anno e quello della corruzione di 60 miliardi di euro.

L’alternativa di Ingroia a tutto questo è semplice: allentare la pressione fiscale su chi ha sempre pagato e far pagare finalmente a chi non lo ha fatto mai, gli evasori.

 

INGROIA E L’IMU: NON SI PUÒ FARE DI TUTTA UN’ERBA UN FASCIO

Anche per quanto riguarda l’Imu le parole di Ingroia non hanno lasciato spazio a dubbi. Si deve ridurre in ogni modo possibile l’iniquità provocata dai governi precedenti.

“Non metterei sullo stesso piano – ha dichiarato a La 7 – l’Imu della prima casa del ricco imprenditore e della giovane coppia che si sobbarca un mutuo ventennale. Le tasse devono essere pagate in proporzione ai patrimoni di ciascuno. Il sistema è iniquo e deve essere modificato”.

 

FISCAL COMPACT: VA RINEGOZIATO

Anche il sistema di distribuzione delle tasse non è dei migliori e va rinegoziato in maniera assoluta spingendo di più sui ricchi patrimoni e meno sui più deboli.

Questo è invece il pensiero del leader di “Rivoluzione Civile” in materia di fiscal compact, quel sistema di tasse negoziato con la Germania che invece colpisce tutti i settori più deboli della società a partire dalla sanità a finire alla scuola. L’ex pm è convinto che “le tasse si possono abbassare ai più deboli” colpendo ancora una volta gli evasori e quelli che finora non hanno mai versato un euro di contributo. Il fiscal compact va rinegoziato nell’ambito dei diritti e della solidarietà acquistando un potere decisionale nel quadro europeo, meno asservita alla Germania. Della politica tedesca però non getta tutto a mare. Ingroia è convinto che nella terra di Berlino le cose funzionino meglio soprattutto perché, al contrario di un’Italia che tassa e licenzia, in Germania si investe sul lavoro e sulle tecnologie.

La Fiat in Italia – ha sostenuto Ingroia – è perdente perché non investe, le auto tedesche come la Volkswagen vanno invece bene perché in esse c’è sempre innovazione tecnologica”.

Su questo e solo su questo Ingroia chiede all’Italia di essere come la Germania.

 

 

DISASTRO ECONOMICO: COLPA DI BERLUSCONI E MONTI MA ANCHE DI BERSANI

Le responsabilità dirette del fallimento economico della politica italiana sono prima di tutto di Berlusconi e poi anche di Mario Monti. Su questo Antonio Ingroia non ha dubbi.

“I governi del Cavaliere hanno accentuato la disuguaglianza sociale – ha evidenziato Ingroia – Monti non è stato all’altezza della situazione. Di questo disastro pagano le conseguenze tutti i ceti sociali più bassi: i poveracci, gli operai e anche gli imprenditori. La politica dei tagli e della riduzione ha portato soltanto arretramento”.

Una stoccata al Pd non poteva mancare perché neppure il PD è esente da colpe avendo sostenuto Monti fino a ieri”.

La ricetta di Ingroia dell’economia è questa: togliere ai ricchi per dare ai poveri. E ridistribuire il sistema fiscale. E arriva alla prima apparizione pubblica dal ritorno definitivo dal Guatemala.

 

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GEN
13
2013

Salvatore Borsellino: “Senza Ingroia ho paura che la procura di Palermo faccia passi indietro”

Salvatore Borsellino non sarà candidato con “rivoluzione civile” per salvaguardare le battagli e il movimento una scelta ineccepibile.
Le battaglie del movimento delle agende rosse diventerà un tema centrale nel panorama politico grazie all’entrata in politica di Antonio Ingroia.
Perché queste battaglie diventassero centrali nel dibattito non era sufficiente andare a occupare uno scranno in Parlamento ma era necessario mettersi a capo di un movimento più ampio che coinvolgesse partiti e movimenti, persone comuni, esponenti della società civile e organizzata, amministratori locali e politici. Un a progetto politico che non finisce il 24 e 25 febbraio ma che inizia dal quella data!

[FONTE: l'articolo originale]

Salvatore Borsellino: “Senza Ingroia ho paura che la procura di Palermo faccia passi indietro”

Redazione- 9 gennaio 2013- Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso in via D’Amelio, ha partecipato alle manifestazioni per ricordare il giornalista Beppe Alfano a 20 anni dalla sua morte.

“Dopo la morte di mio fratello – ha spiegato Salvatore Borsellino – ho creduto che la Sicilia fosse cambiata per sempre. Ma quando mi sono accorto che quel fresco profumo di libertà era soltanto un’illusione, smisi di parlare, di sperare e di cercare la verità. C’erano depistaggi, c’era qualcosa che impediva di arrivare alla verità, un muro di gomma, una congiura del silenzio che gravava su quella strage. Il mio silenzio è durato 10 anni, poi ho ricominciato a parlare per la rabbia. E’ allora che ho conosciuto Sonia”.

“All’inizio le nostre strade sembravano completamente diverse – ha spiegato Salvatore Borsellino – in realtà ancora oggi sono più vicine che mai. Abbiamo portato avanti tante battaglie, oggi siamo ancora insieme contro quella ‘Trattativa’ che ha portato mio fratello alla morte. Lui l’ha conosciuta, l’ha saputo. Come pensate che abbia potuto reagire un magistrato come lui alla notizia che doveva fermare le sue indagini su Falcone perché lo Stato stava trattando con l’Antistato, con la mafia? E’ quanto di più assurdo si possa pensare. Per impedirgli di rivelare quella Trattativa all’opinione pubblica, ucciderlo ed eliminarlo in fretta era l’unica soluzione. La Trattativa doveva andare avanti”.

“Oggi – conclude Salvatore Borsellino – a Palermo finalmente si celebra il processo su quella Trattativa. E io mi auguro non venga fermato. Ma non nascondo la mia preoccupazione. Senza Ingroia ho paura che alla Procura di Palermo si facciano dei passi indietro, rispetto ai passi avanti che erano stati fatti. Per questo la mia strada e quella di Sonia si uniscono ancora e più forte che mai”.

 

 

GEN
11
2013

Un nuovo Welfare per le famiglie: la casa famiglia come ultima ratio

Sui quotidiani di ieri leggo di un episodio di violenza ai danni di un adolescente avvenuto all’interno di una comunità familiare dello spezzino.
Premesso il fatto di non conoscere, se non per averne letto sui giornali, a fondo e nei dettagli la vicenda con la sua evidente complessità dietro all’affidamento di un minore presso una comunità familiare su indicazione del tribunale dei minori di Genova, rimango interdetta sull’uso, a mio parere poco ponderato, che spesso viene fatto dell’affidamento a tali strutture che al contrario dovrebbero risultare l’ultima ratio come rimedio di una difficile situazione e di rischio per il minore nel permanere all’interno della famiglia, da valutare attentamente caso per caso.

In ogni caso Oggi e’ necessario pensare a diversi modelli di welfare che supportino e aiutino la famiglia a risolvere i problemi al suo interno.
Mi domando come sia possibile che a un minore sia impedito di vedere i suoi familiari nelle due settimane iniziali di inserimento e, ancor più grave, avere contatti telefonici.
Tutto questo fatto passare come un passaggio utile e positivo per la sua maturazione.
Tanto utile e positivo che l’adolescente in questione si è trovato in una situazione violenta senza poter chieder aiuto in una struttura che doveva proteggerlo, tutelarlo e garantirgli un ambiente educativo più consono al suo percorso di crescita.
Rimango ancor più inorridita quando, sempre leggendo sulla cronaca, apprendo che al ragazzo è stato chiesto di non parlare del brutto episodio accadutogli e, peggio ancora di raccontare un’altra versione dei fatti. Davvero inammissibile sotto tanti profili non ultimo quello educativo.

Più che di case famiglia sembra che siamo di fronte a strutture usate come case di correzione piuttosto che di contenzione.
Se è così, se si fa un uso distorto di luoghi che dovrebbero aiutare le famiglie e i minori in un modo accogliente, allora anche le modalità di approccio e di ricorso a queste strutture da parte dei tribunali dovrebbe essere rivista e monitorata stante che la mancanza di controlli danneggia strutture che svolgono egregiamente questa importante giunzione e servizio.

In base a una recente ricerca dell’istituto degli innocenti tra le motivazioni dell’affidamento familiare devono predominare in assoluto le condotte di abbandono e/o di grave trascuratezza della famiglia di origine, a cui seguono problemi prevalenti di tossicodipendenza e, infine, i gravi problemi economici.
Tornando al caso in oggetto, i problemi relazionali e l’inadeguatezza genitoriale conservano la loro importanza anche tra i motivi secondari,ma non possono essere sufficienti a determinare il distacco dalla famiglia di origine. Spesso invece l’affido viene usato per rispondere problemi economici della famiglia, problemi abitativi, problemi lavorativi di uno o entrambi i genitori.

E’ evidente che le soluzioni non possono che essere adottate attraverso modelli di welfare che diano sostegno direttamente alle famiglie.

Sara Vatteroni

GEN
10
2013

Ingroia: prima riforma che farei è conflitto interessi

Il conflitto di interessi rappresenta un grave problema per il paese, il problema e’ che è più diffuso di quello che si possa pensare ed è un problema trasversale a tutte le forze politiche, benché il Centro destra ne abbia fatto una causa fondante. Purtroppo si tratta di un tema ignorato dal centro sinistra e dalla destra, “Rivoluzione civile” sarà in Parlamento per ricordarlo e lo proporrà tra le priorità della prossima legislatura.

[FONTE: l'articolo originale]

Roma, 6 gen. (TMNews) – “La prima riforma che farei? Credo sia quella che tutti dicono di voler fare ma che nessuno ha mai fatto: quella del conflitto di interessi”. Lo ha dichiarato il leader di ‘Rivoluzione civile’, Antonio Ingroia, a “L’intervista della Domenica” su Tgcom24.

A suo giudizio, si tratta di “uno degli ostacoli principali all’affermazione di alcuni diritti, come il pluralismo e la libertà dell’informazione che porta a catena una serie di altri diritti negati, come l’accesso all’informazione, che è anche diritto alla partecipazione, quindi diritto democratico”.

“Farei poi anche – ha spiegato Ingroia – delle leggi che migliorino l’accesso alla scuola pubblica e al lavoro. I diritti dei lavoratori sono stati mortificati. La crisi è stata pagata dai più poveri e dal ceto medio che si è sempre più impoverito. Chiedo di fare una vera imposta patrimoniale severa così che i più poveri paghino meno e i più ricchi di più. Poi deve crescere l’economia, con meno burocrazia e un maggiore controllo di legalità, premiando l’economia legale e colpendo quella illegale. Vorrei dare caccia senza tregua ai patrimoni illeciti per restituire i soldi ai cittadini per bene”.

GEN
09
2013

la città dai tetti d’oro: Carrara al centro della rivoluzione civile di Ingroia


LA7.it http://www.la7.it/lariachetira/pvideo-stream?id=i650865

Carrara al centro della Rivoluzione civile di Ingroia. La proposta di Claudia Bienaime sindaco di qualche mese fa nasceva dall’idea che il centro sinistra debba fare delle scelte su alcuni temi fondamentali che per noi erano rappresentati da: legalità nel lavoro alle cave con l’applicazione delle sentenze della corte costituzionale e il ripristino del regolamento degli agri marmiferi, lotta all’infiltrazione mafiosa da sempre negata dalla classe dirigente locale benché ribadita e provata dalla DIA, un modello di welfare basato non sull’assistenzialismo/clientelismo ma sul sostegno alle famiglie e alla costruzione di progetti di vita in autonomia; la gestione corretta del bene comune con una necessaria riflessione sui recenti scandali della Asl, cermec che costeranno alla collettività migliaia di euro. Oggi questo progetto diventa realtà con la lista Rivoluzione Civile di Ingroia.
È’ bene ricordare che le elezioni finirono con l’elezione al primo turno del Sindaco socialista Zubbani, proclamato eletto dopo più di 12 giorni di commissione elettorale presieduta dal giudice Cosimo Ferri che decreto’ l’annullamento del voto di un seggio e di 1.400 preferenze per gravi irregolarità nelle fasi di voto, un voto, e’ bene sottolinearlo che per le forze di maggioranza e’ stato voti di preferenza per il 98% del consenso.

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DIC
08
2012

COMUNICATO STAMPA SARA VATTERONI ASSESSORE PROVINCIALE TURISMO E MOBILITA’: “NECESSARIA LA FUSIONE TRA MASSA, CARRARA E MONTIGNOSO PER AVERE PIU’ PESO POLITICO”

APPROVANO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

CAMPANILISMO? “MANTENIAMO ANCHE DUE SQUADRE DI CALCIO”

La notizia oggi del l’approvazione al Senato della modifica alla normativa che prevede la creazione della provincia di Massa – Carrara e Lucca ripropone in maniera preponderante la questione dell’Unione tra i due comuni di Carrara e Massa, dichiarazione già fatta alcune settimane fa. Leggi tutto →

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DIC
02
2012

Orlando : La RETE 2018 oltre i recinti dei partiti e contro il berlusconismo e l’agenda Monti

Aquasparta 2 dicembre 19.09.14

“La risposta alla crisi dei partiti è la partecipazione. La RETE 2018 è nata per costringere il sistema morente dei partiti ad uscire dal tunnel delle caste e contribuire ad un intransigente rinnovamento – ha dichiarato il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando”. Leggi tutto →

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NOV
17
2012

“VOGLIO UN PARTITO DELLA GENTE CORAGGIOSO EVANGELISTI, ORA SI APRE NUOVA FASE”

“ Quello che sta succedendo intorno e al centro dell’ IdV non ci spaventa anzi ci rafforza. Il nostro obiettivo adesso è far conoscere il “nuovo” partito, luogo di partecipazione e sintesi politica delle molte istanze che vengono dalla società civile, dai movimenti alle associazioni e soprattutto dal 40% di astensionismo”. E’ questo il commento di Sara Vatteroni – responsabile Dipartimento Democrazia Paritaria Nazionale – a margine delle tante polemiche che hanno investito l’Italia dei Valori, ma anche dell’intervista rilasciata dall’On fabio Evangelisti al quotidiano Pubblico, in cui annuncia la sua candidatura alla segreteria nazionale del partito, ribadendo il suo addio alla camera. Leggi tutto →

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GIU
26
2011

ITALIA DEI VALORI: IERI, OGGI, DOMANI.

 Oltre 20 anni sono passati, anni di difesa della legalità costituzionale e di opposizione, intransigente a Berlusconi e al berlusconismo, passando per la opposizione ai decreti legge salva Mediaset, di contrasto alla P2 e ai conflitti di interessi.

Otre 20 anni di opposizione intransigente a mafiopoli e tangentopoli : sono queste le radici, è questa la identità di Italia dei Valori, di tutti e di ciascuno di noi, di quanti si riconoscono in una esperienza politica che ha dato voce alla indignazione e al bisogno di un governo alternativo del Paese.

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