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// diritti civili
GIU
02
2012

DEMOCRAZIA PARITARIA: UNA SFIDA CHE LE DONNE PER PRIME DEVONO COGLIERE

INTERVENTO ROMA 25 MAGGIO 2012

Perché un dipartimento di democrazia paritaria? Cos’è che tiene fuori dalla politica e limita il pieno riconoscimento della soggettività femminile?

Sarebbe banale e fuorviante pensare che un più agevole accesso al mondo del lavoro o  l’esercizio della partecipazione ad una politica attiva, per alcune, siano sufficienti al pieno riconoscimento della soggettività politica femminile ed è elementare pensare che il percorso del riconoscimento passi soltanto attraverso la sola promulgazione di  leggi favorevoli al genere, appartenendo, l’identificazione di un’altra soggettività – diversa ma eguale – alla modifica di strutture e sovrastutture  che richiedono un approfondimento più complesso.

Storicamente, l’ostacolo principale al pieno riconoscimento della cittadinanza femminile è stato determinato dalla netta separazione tra pubblico e privato, risultato di un sistema economico sociale occidentale,ma non solo, dove le libertà civili fanno riferimento soprattutto alla vita pubblica e maschile, mentre l’ambito privato è caratterizzato dal femminile.

100 Ambasciatori per un’ Italia migliore

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OTT
22
2011

La Clause de l’Européenne la plus favorisée: PETIZIONE EUROPEA per estendere le migliori leggi a tutte le donne, circa 200 milioni in Europa, indipendentemente dal Paese di residenza.

relatori choisir milanoNel mese di settembre l’Italia dei Valori ha organizzato due convegni a Milano e a Palermo e sono stati l’occasione per il lancio ufficiale della petizione di cui l’Italia dei Valori, unico partito in Italia, si impegna a promuovere in qualita’ di portavoce istituzionale in tutte le sedi e in tutti i territori, per l’estensione delle migliori leggi alle donne europee.relatori choisir palermo 30 sett 2011

Grazie alla rete tra associazioni è stato possibile conoscere e tradurre in italiano e con il contributo del ELDR, la Ricerca dell’associazione francese Choisir la Cause des Femmes (fondata negli anni ’70 da Simone de Beauvoir, Gisèle Halimi e dal premio Nobel Jacques Monod), che ha analizzato le legislazioni di genere dei ventisette paesi europei, scegliendo poi un bouquet di provvedimenti di eccellenza, nei cinque ambiti della vita di una donna e non stupisce, che tra i quattordici provvedimenti, nessuna legge italiana sia stata scelta.

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GEN
09
2011

TESTAMENTO BIOLOGICO E DICHIARAZIONE DI FINE VITA. LA POLITICA DEVE AVERE LA CAPACITA’ DI CONIUGARE SENSIBILITA’ E IDENTITA’ CULTURALI DIVERSE

L’anno scorso mentre divampava la polemica sul testamento biologico avevo elaborato questo documento, frutto di una discussione con un amico teologo. Oggi penso sia utile sottoporlo alla vostra attenzione. Buona Lettura.

In questi ultimi mesi le polemiche legate alle scelte in tema di testamento biologico hanno animato il dibattito politico, discussione che non è altro che la punta dell’iceberg di quello che sta diventando uno scontro tra etiche con l’effetto devastante di polarizzare la discussione politica all’interno dei partiti e della società che avviene non intorno a dei valori portati come indiscutibili ma al contrario intorno a posizioni etiche svuotate di contenuti dove la posizione conta più del valore.

Su questi temi si sta realizzando uno scontro che si fonda sul pregiudizio nei confronti dell’altro, sulla sua “demonizzazione” negando il confronto e il dialogo, determinando da un lato un fondamentalismo religioso e dall’altro un nichilismo che rigetta ogni regola morale condivisa e che alimenta la paura in una società segnata dall’inciviltà e dall’incuranza per l’altro.

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