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// Sviluppo Sostenibile
OTT
12
2013

Il Comune di Carrara perde i ricorsi al Tar per vizi di procedura!

Nelle scorse settimane sono state pubblicate tre sentenze, più o meno dello stesso tenore, in merito alle modalità di riscossione da parte del comune di carrara del contributo regionale ambientale, determinato dalla vigente legge regionale, e del contributo concessorio del Comune.
In primo luogo, per comprendere l'entità delle cifre di cui stiamo parlando, nel bilancio consuntivo del Comune di Carrara il primo capitolo, quello attinente al contributo ambientale prevede 14 milioni di euro mentre quello per i diritti concessori di 5 milioni. In realtà in questi anni, al di la delle stime, il Comune ha dovuto rimborsare parzialmente queste cifre in base ai ricorsi presentati e vinti da parte delle aziende.

Questo elevato contenzioso e soprattutto il gran numero di cause che vede il Comune soccombere è dovuto, principalmente alla farraginosità della normativa comunale, poiché se da un lato il quadro normativo generale è offerto dalla legge mineraria nazionale e dalla legge regionale, in realtà la potestà regolamentare del Comune diventa preminente perché determina le modalità di riscossione e le procedure di determinazione del canone.

La materia è regolamentata dalla legge mineraria nazionale che salvaguardia la specificità delle cave di carrara demandando alla regolamentazione comunale.
La corte costituzionale nel 95 con la sentenza n. 488 affermò che, poiché il marmo è un bene indisponibile del comune, deve essere dato in concessione a privati a titolo oneroso e temporaneo, e che il contributo ambientale è determinato con riferimento ai prezzi di mercato.

In realtà la norma regionale offre un quadro di riferimento ma la principale competenza a legiferare ricade nel regolamento degli Agri marmiferi del Comune di Carrara, il primo testo del 1994 (era atteso da almeno 50 anni) sono avvenute ben sei nuove stesure e affronta una serie di aspetti. L'art10 disciplina le modalità di riscossione del canone concessorio. Oggi l'art 10 (dal bis al sexies!) ha subito ben sei stesure, arrivando a introdurre sei modalità alternative per la riscossione di questo contributo, in un primo tempo si è introdotto la procedura per cui il comune determinato il canone, in relazione alla qualità e alla tipologia di marmo estratto, comunica all'azienda quanto dovuto. Successivamente l'amministrazione Conti introdusse la procedura degli accordi cioè comune e azienda concordano l'aliquota che include sia il canone che il contributo regionale ambientale, quest'ultimo è una tassa di scopo che deve essere reimpiegata per interventi nel territorio che risente da un punto di vista ambientale e infrastrutturale di questa attività molto impattante.

Nel 2004 venne sottoscritto il primo accordo. Nel 2008 il comune ritenne di procedere a un nuovo accordo incrementando le aliquote e da li si apri un contenzioso incredibile, in realtà i nuovi accordi vennero sottoscritti il primo da solo 22 ditte e il secondo da 11. Nel 2011 il Comune annulla unilateralmente gli accordi e determina le aliquote e invia comunicazioni alle aziende dell'incremento e le nuove tariffe.

A fronte di questo cambiamento di atteggiamento del Comune, i più grossi e potenti cavatori insieme all'associazione industriali promossero tre ricorsi al TAR, e il Comune perde tutti e tre.
Fino a qua la questione sembra filare, gli accordi del 2008 e del 2009 non vengono sottoscritti, il comune ritira la procedura, impone, come d'altro canto avviene a tutti i cittadini le imposte dovute per legge, e però perde i ricorsi!
In realtà li perde per vizi procedurali. Infatti le tre sentenze, oltre a una serie di eccezioni di competenza, che vengono respinte, affermano che il Comune, benché avesse il potere di procedere a una nuova tassazione anche senza accordo, viola l'art 7 della legge 241/1990 in quanto "non ha comunicato l'avvio del procedimento, nonostante gli stessi accordi stipulati tra le parti prevedessero un tavolo di concertazione permanente idoneo anche a risolvere problematiche di natura straordinaria successivamente intervenute" inoltre in merito all'annullamento degli accordi, la corte osserva che il Comune non poteva procedere unilateralmente ma doveva comunicare la sua volontà, stante che gli accordi comunque erano sottoscritti.

Infine nonostante la difesa fosse affidata a un eminente professionista, la corte evidenzia: carenza e/o insufficienza di motivazioni nella memoria difensiva del danno economico e in merito alle comunicazioni inviate alle aziende si denuncia l'incompletezza delle informazioni richieste anche per giustificare un eventuale avvio di procedimento.

Insomma il Comune, su una partita così importante, in cui tentava di ripristinare il suo potere impositivo rinunciando alla stagione degli accordi forieri di ricorsi e di instabilità per la casse comunali come dichiarato dai revisori dei conti a ogni bilancio consuntivo, perde per semplici vizi di forma!

Chiaramente la questione non è chiusa qua, il comune ha già dichiarato di voler procedere in appello, ma in realtà ciò che le sentenze evidenziano ma anche le stesse memorie difensive sottolineano, che le norme scritte dal comune sono farraginose, complesse e lacunose e che il tema e risorse in gioco sono troppo importanti perché le minacce e i proclami non lascino lo spazio alla definizione di un testo, che pur tenendo conto della realtà specifica del marmo di carrara, definisca regole certe sia per i procedimenti di attribuzione delle concessioni, ad oggi nonostante i 200 esercenti pochissimi hanno una concessione che dovrebbe essere onerosa e temporanea - come sottolineato dalla Corte Costituzionale nel '95 - e per il pagamento di quanto dovuto sia per le ricchezze che dovrebbero ricadere sulla collettività, sia per gli interventi di ripristino del territorio che risente fortemente dell'attivita estrattiva.
Infatti gli ultimi dati dell'export evidenziano che il comparto del Marmo ha esportato marmi per un valore di 305 milioni di euro per il 2012, un trend, nonostante la crisi economica, in crescita negli primi tre mesi del 2013 del valore di +7,2%.

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FEB
01
2013

Lettera aperta al popolo della Perugia Assisi di Flavio Lotti, candidato di Rivoluzione Civile alle elezioni politiche 2013

Cara amica, caro amico,

per molti anni abbiamo marciato insieme da Perugia ad Assisi chiedendo ai responsabili della politica di ascoltare i nostri appelli per la pace, la giustizia e i diritti umani. Abbiamo sempre cercato di essere positivi e propositivi, aperti al confronto con tutti. Anche a costo di sembrare ingenui. Ma, tranne preziose eccezioni, ci siamo scontrati con un muro di indifferenza e ostilità. E’ amaro riconoscerlo ma è così. In questi anni abbiamo fatto un grande lavoro culturale ma sul piano politico non è cambiato nulla. Anzi. Col passare degli anni, l’indifferenza della politica è diventata ostilità e si sono moltiplicati i tentativi di chiudere le organizzazioni, le istituzioni e le esperienze del pacifismo politico considerate troppo autonome e fastidiose.

E’ successo, anche se non ne ho mai voluto parlare pubblicamente, con la Marcia Perugia-Assisi, con la Tavola della pace e con il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. Ed è successo in tante città italiane dove persino il nostro lavoro culturale nelle scuole è fortemente compromesso dai tagli dei finanziamenti e da una cultura politica che ha cancellato la pace e i diritti umani dalla propria agenda.

La voglia di reagire a questa gravissima situazione mi ha spinto ad accettare la proposta di Antonio Ingroia di candidarmi con Rivoluzione Civile. Non è stata una scelta facile. Mi ha convinto la sua disponibilità di aprire alla società civile responsabile un nuovo spazio politico in un sistema bloccato, pericolosamente chiuso e autoreferenziale, insensibile e incapace.

Voglio mettere un piede dentro al Parlamento per continuare a fare quello che ho sempre fatto per costruire una cultura e una politica di pace aprendo, però, questa volta, le porte di quelle istituzioni al movimento per la pace e i diritti umani, per la giustizia e la democrazia. Anche il mio stipendio di parlamentare dovrà servire a questo scopo.

Non voglio fare il “rappresentante”. Voglio continuare a lavorare come ho sempre fatto. E lo farò. Ma voglio anche costringere la politica a fare i conti con una società civile competente, appassionata e responsabile che non accetta più di essere presa in giro.

Se condividi la mia scelta, diamoci da fare insieme. Da subito. Scrivi a flavio@flaviolotti.it oppure chiama al 335.6590356.

Se condividi le mie preoccupazioni ma hai dei dubbi, scrivimi lo stesso. Ti risponderò molto volentieri. Chi lavora per la pace crede nella forza del dialogo.

Nella speranza di ricevere quanto prima un segno del tuo interesse, ti invio i miei più cordiali saluti.

Flavio Lotti

Perugia, 31 gennaio 2013

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GEN
09
2013

la città dai tetti d’oro: Carrara al centro della rivoluzione civile di Ingroia


LA7.it http://www.la7.it/lariachetira/pvideo-stream?id=i650865

Carrara al centro della Rivoluzione civile di Ingroia. La proposta di Claudia Bienaime sindaco di qualche mese fa nasceva dall’idea che il centro sinistra debba fare delle scelte su alcuni temi fondamentali che per noi erano rappresentati da: legalità nel lavoro alle cave con l’applicazione delle sentenze della corte costituzionale e il ripristino del regolamento degli agri marmiferi, lotta all’infiltrazione mafiosa da sempre negata dalla classe dirigente locale benché ribadita e provata dalla DIA, un modello di welfare basato non sull’assistenzialismo/clientelismo ma sul sostegno alle famiglie e alla costruzione di progetti di vita in autonomia; la gestione corretta del bene comune con una necessaria riflessione sui recenti scandali della Asl, cermec che costeranno alla collettività migliaia di euro. Oggi questo progetto diventa realtà con la lista Rivoluzione Civile di Ingroia.
È’ bene ricordare che le elezioni finirono con l’elezione al primo turno del Sindaco socialista Zubbani, proclamato eletto dopo più di 12 giorni di commissione elettorale presieduta dal giudice Cosimo Ferri che decreto’ l’annullamento del voto di un seggio e di 1.400 preferenze per gravi irregolarità nelle fasi di voto, un voto, e’ bene sottolinearlo che per le forze di maggioranza e’ stato voti di preferenza per il 98% del consenso.

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NOV
28
2010

UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE EFFICACE ED EFFICIENTE: UN OSSIMORO O UN’ESIGENZA PER IL PAESE?

Il Documento di Programmazione Economica della Finanza Pubblica 2011/2013 afferma che l’innalzamento dei livelli di produttività della pubblica amministrazione e l’efficienza e l’efficacia del sistema amministrativo, che assorbe il 52,5% del PIL, possono avere un impatto nell’economia determinando una crescita del 1,7% che, nell’arco di venti anni, determinerebbe +17% del prodotto.

Gli Italiani perdono in media un ora al giorno, festivi compresi, della loro vita nella burocrazia italiana: gli stranieri un terzo di più.

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OTT
12
2010

La Responsabilità Sociale dell’impresa, l’etica della responsabilità di un territorio

Mi sento di dover condividere con voi una riflessione in merito alla cronaca di oggi: la dirigenza della principale azienda locale, la Ausl, decapitata e commissariata per problemi legati al bilancio,  mettendo a rischio l’indotto fatto di imprese, cooperative; la condizione di indebitamento del Cermec e di Gaia, l’annosa, quanto emblematica, vicenda della Eaton e la crisi oramai  consolidata del sistema produttivo legato al marmo; la crisi delle piccole e medie imprese che sono come alberi che cadono in una foresta millenaria, apparentemente senza far rumore ma depauperando un sistema; cose apparentemente scollegate ma che in realtà sono il sintomo di un impresa che non è in grado di sentirsi parte di questa comunità, di sentirsi responsabile e motore della crescita di un territorio.

Dall’altro vi è sempre più l’incapacità della nostra comunità, impegnata a difendersi più che a proporsi, a cogliere le sue potenzialità, ricercando al suo interno le opportunità di crescita. Forse noi per primi non crediamo a noi stessi? Potrebbe essere un’amara considerazione e forse il nostro limite.

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