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// femminicidio
FEB
15
2013

Contro il femminicidio Con l’amore e il coraggio di Marisela Ortiz di Flavio Lotti, candidato di Rivoluzione Civile

Oggi, 14 febbraio 2013, è la giornata mondiale contro il femminicidio.

Voglio partecipare a questa giornata straordinaria di mobilitazione contro la violenza sulle donne con un ricordo. Il ricordo di una donna straordinaria uccisa da una violenza inaudita che nessuno ha ancora voluto fermare.

E’ stata la prima a parlarmi del “femminicidio”, nel 2007, quando venne a Perugia per partecipare alla Marcia per la pace Perugia-Assisi e all’Assemblea dell’Onu dei Popoli. Si chiamava Marisela Ortiz. Marisela era un’insegnante psicologa messicana. Una donna a cui un giorno viene sequestrata, torturata, seviziata e ammazzata la figlia di 17 anni, Rubi. Una donna che, nonostante il dolore straziante e l’inazione complice della polizia, decide di ribellarsi, di cercare la verità, i resti della figlia e gli assassini. Marisela è determinata, non ha più paura di niente e riesce a consegnare il colpevole alla polizia. L’assassino viene arrestato, ammette le sue colpe, indica la discarica alla periferia della città dove sono sparsi i pezzi del corpo di Rubi. Ma poco dopo tre giudici corrotti lo liberano per mancanza di prove. Marisela comincia così una nuova vita. Riunisce altre donne, fonda un’associazione contro i femminicidi a Ciudad Juárez, organizza manifestazioni, denuncia i silenzi, le complicità, riceve continue minacce di morte. Fino al giorno che in cui le minacce diventano realtà. Marisela viene freddata con un colpo di pistola sulla testa il 16 dicembre 2010 mentre partecipava ad una manifestazione davanti all’ufficio del Governatore di Ciudad Juarez.

Ancora oggi il suo assassino e i suoi mandanti sono senza nomi.

Marisela era donna semplice che aveva deciso di non lasciarsi piegare dalla violenza e dalla paura. Marisela era una donna che aveva deciso di non fermarsi in superficie ma di andare alle radici della violenza, laddove più forte è l’intreccio tra le mafie, la criminalità organizzata e il potere politico. Marisela aveva scelto di rispondere con la nonviolenza. Era diventata un difensore dei diritti umani. Ricordo ancora il calore del suo sorriso, il coraggio delle sue parole e la serenità del suo sguardo.

Possa il suo calore, il suo coraggio e la sua serenità aiutarci a continuare, ogni giorno, tutti i giorni, in ogni dove di questo nostro mondo il suo impegno contro tutte le forme di violenza sulle donne, per la giustizia e il rispetto dei diritti umani.

di Flavio Lotti, candidato di Rivoluzione Civile alle elezioni politiche 2013

Perugia, 14 febbraio

FEB
08
2013

Sara Vatteroni (RC) Conferenza stampa con Serena Dandini per la Convenzione no more contro la violenza sulle donne

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Il 9 febbraio a Roma alle ore 11.30 alla Casa Internazionale delle donne (via della Lungara 19)Serena Dandini e “No More!”

presentano

Il 14 febbraio la convenzione No More! sarà in piazza insieme a One Billion Rising a Roma e in molte città italiane. Quest’evento mondiale vedrà donne di tutto il mondo ballare per risvegliare le coscienze sul contrasto alla violenza maschile! Un miliardo di donne che subiscono violenza sono un’atrocità ma un miliardo di donne che ballano sono una rivoluzione. Ricordiamo a tutti che anche l’Italia contribuisce con dati drammatici a definire questo miliardo! Noi non ci stiamo per questo ribadiamo che la Convenzione No More firmata da migliaia di persone singole, associazioni, politici ed enti locali è il punto di partenza per il cambiamento anche nel nostro paese per sradicare la violenza maschile – femminicidio una volta per tutte! La violenza sulle donne non è all’ordine del giorno nel dibattito politico elettorale ma dovrebbe esserlo per chi vuole governare il paese! Perché non se ne parla?

Proprio per questo vi invitiamo a parlarne con noi insieme alla conferenza stampa che si terrà a Roma alla Casa internazionale delle donne sabato 9 febbraio alle ore 11.30 insieme con Serena Dandini. Sono invitati e invitate in particolare coloro che hanno firmato la Convenzione No More e sono candidati/e alle prossime elezioni nelle diverse forze politiche.

Parteciperanno tra le altre: Valeria Fedeli, Rosa Calipari, Laura Puppato, Luisa Laurelli, Sara Vatteroni, Rosa Rinaldi, Titti di Salvo, Ileana Piazzoni, Celeste Costantino

FEB
04
2013

La risposta di Antonio Ingroia a Luisa Betti

La mia risposta alla lettera aperta sul femminicidio e Pas
Posted feb 2 2013 by Antonio Ingroia

Cara Luisa Betti,
la parità di genere e la salvaguardia dei minori contro ogni forma di violenza e di discriminazione rappresentano una fondamentale battaglia di giustizia sociale, che abbiamo intenzione di condurre in Parlamento come un impegno essenziale del nostro progetto politico. La tutela della donnacostituisce ancora un’emergenza sociale, la violenza su di loro va contrastata attraverso politiche educative e di prevenzione, inasprimento delle sanzioni e tutele adeguate per chi é vittima di ogni atto lesivo dell’integrità fisica e psicologica.

L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che nessuno può essere discriminato per causa di razza, sesso, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali. Un principio fondamentale che purtroppo non è ancora garantito: per questo, in Parlamento, presenteremo una proposta legislativa contro ilfemminicidio. Allo stesso modo, la tutela dei diritti dei minori non viene garantita dagli attuali strumenti normativi ed è necessario adeguare la nostra legislazione a quella delle democrazie più avanzate. Quella dell’affidamento è una questione delicata ed urgente da affrontare, insieme a quella della protezione dei minori da ogni tipo di abuso. Noi siamo dalla parte dei non tutelati. Un Paese che vuole dirsi moderno non può consentire che siano calpestati i diritti basilari dell’individuo, anche per questo serve una Rivoluzione Civile.

Antonio Ingroia

GIU
03
2012

LA FAMIGLIA ELEMENTO CENTRALE DELLA SOCIETA’. LUOGO DI CRESCITA FONDATA SULLA RELAZIONE E LA DONAZIONE ALL’ALTRO

Vorrei iniziare dal riferimento inserito nella lettera di invito di Mons. Santucci all’incontro organizzato dalla diocesi lo scorso novembre su famiglia ed enti locali, tratto dall’enciclica della Familiaris Consortio, in cui si descrive bene la centralità nella formazione dei futuri cittadini: “la famiglia possiede vincoli vitali e organici con la società, perché ne costituisce il fondamento e l’alimento continuo, mediante il suo compito di servizio alla vita: dalla famiglia, infatti, nascono i cittadini e nella famiglia essi trovano la prima scuola di quelle virtù sociali che sono l’anima della vita e dello sviluppo della società stessa”.

In realtà la famiglia non è centrale nella nostra società, improntata a un sistema di valori che valorizza l’individualismo, che ha fatto propria l’affermazione “fatti i fatti tuoi”. I nostri ragazzi vivono continui choc culturali: è, quindi, della sua centralità nella nostra società che dobbiamo ripartire.

Permettetemi di fare però anche un parallelo. La famiglia non è più centrale: oramai è entrato in crisi un modello economico e sociale, una crisi che prima di essere socio economica e una crisi di valori, è una crisi etica.

Da dove ripartire?

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