seguici su Facebook seguici su Twitter

Tag

// sociale
GEN
11
2013

Un nuovo Welfare per le famiglie: la casa famiglia come ultima ratio

Sui quotidiani di ieri leggo di un episodio di violenza ai danni di un adolescente avvenuto all’interno di una comunità familiare dello spezzino.
Premesso il fatto di non conoscere, se non per averne letto sui giornali, a fondo e nei dettagli la vicenda con la sua evidente complessità dietro all’affidamento di un minore presso una comunità familiare su indicazione del tribunale dei minori di Genova, rimango interdetta sull’uso, a mio parere poco ponderato, che spesso viene fatto dell’affidamento a tali strutture che al contrario dovrebbero risultare l’ultima ratio come rimedio di una difficile situazione e di rischio per il minore nel permanere all’interno della famiglia, da valutare attentamente caso per caso.

In ogni caso Oggi e’ necessario pensare a diversi modelli di welfare che supportino e aiutino la famiglia a risolvere i problemi al suo interno.
Mi domando come sia possibile che a un minore sia impedito di vedere i suoi familiari nelle due settimane iniziali di inserimento e, ancor più grave, avere contatti telefonici.
Tutto questo fatto passare come un passaggio utile e positivo per la sua maturazione.
Tanto utile e positivo che l’adolescente in questione si è trovato in una situazione violenta senza poter chieder aiuto in una struttura che doveva proteggerlo, tutelarlo e garantirgli un ambiente educativo più consono al suo percorso di crescita.
Rimango ancor più inorridita quando, sempre leggendo sulla cronaca, apprendo che al ragazzo è stato chiesto di non parlare del brutto episodio accadutogli e, peggio ancora di raccontare un’altra versione dei fatti. Davvero inammissibile sotto tanti profili non ultimo quello educativo.

Più che di case famiglia sembra che siamo di fronte a strutture usate come case di correzione piuttosto che di contenzione.
Se è così, se si fa un uso distorto di luoghi che dovrebbero aiutare le famiglie e i minori in un modo accogliente, allora anche le modalità di approccio e di ricorso a queste strutture da parte dei tribunali dovrebbe essere rivista e monitorata stante che la mancanza di controlli danneggia strutture che svolgono egregiamente questa importante giunzione e servizio.

In base a una recente ricerca dell’istituto degli innocenti tra le motivazioni dell’affidamento familiare devono predominare in assoluto le condotte di abbandono e/o di grave trascuratezza della famiglia di origine, a cui seguono problemi prevalenti di tossicodipendenza e, infine, i gravi problemi economici.
Tornando al caso in oggetto, i problemi relazionali e l’inadeguatezza genitoriale conservano la loro importanza anche tra i motivi secondari,ma non possono essere sufficienti a determinare il distacco dalla famiglia di origine. Spesso invece l’affido viene usato per rispondere problemi economici della famiglia, problemi abitativi, problemi lavorativi di uno o entrambi i genitori.

E’ evidente che le soluzioni non possono che essere adottate attraverso modelli di welfare che diano sostegno direttamente alle famiglie.

Sara Vatteroni

NOV
08
2010

SALVAGUARDIAMO I DIRITTI DELLE PERSONE E IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ

La vicenda degli immigrati di Brescia ripropone i problemi legati alle sanatorie, da sempre infatti in Italia le norme per le sanatorie sono fatte non per includere ma per escludere, l’ultima sanatoria è stata emblematica.

A Pasqua del 2010 a Massa – Carrara abbiamo avuto una protesta analoga e avevo scritto una lettera aperta che vi ripropongo in quanto sempre attuale, quello che mi sconcerta oggi che sarebbe bastata una telefonata al numero giusto … di cui però non dispongo.

Mentre il nostro Presidente del Consiglio telefona a tutela di questa o quell’altra, dovremo far credere agli stranieri che l’Italia è un paese dove regna la Legalità!!!

Buona Lettura

lettera aperta sulla tenda degli immigrati di Massa Carrara

OTT
30
2010

Asl Apuana. L’Italia dei Valori chiede un’indagine conoscitiva della Regione

L’Italia dei Valori vuole vederci chiaro nella vicenda della Asl di Massa Carrara e, per questo, chiederà al Consiglio regionale della Toscana di avviare un’indagine conoscitiva. È quanto emerso, questa mattina, durante la conferenza stampa tenutasi nella sede dell’Idv di Massa, cui hanno partecipato l’on. Fabio Evangelisti, Segretario regionale del Partito, la dott.ssa Maria Luisa Chincarini, consigliere regionale Idv e segretaria della IV Commissione Affari Sociali e Sanità in Regione, Sara Vatteroni, Assessore provinciale di Massa Carrara, e Galeano Fruzzetti, Coordinatore provinciale Idv.

“Noi dell’Italia dei Valori – ha spiegato il Segretario Evangelisti – apprezziamo le posizioni del Presidente Enrico Rossi. La Regione è senz’altro parte lesa e bene, dunque, ha fatto il Governatore a azzerare i vertici della Asl e a sollecitare la Procura per individuare eventuali responsabilità penali. Mentre la Corte dei Conti accerterà le responsabilità contabili, l’Italia dei Valori – quale forza politica – sostiene la necessità di avviare al più presto un’indagine conoscitiva per chiarire ogni aspetto di questa vicenda, o da parte della stessa IV Commissione o mediante l’istituzione di una Commissione ad hoc”.

“Noi dell’Italia dei Valori – prosegue Evangelisti – in quanto alleati (ancorché scomodi) leali e amici del Pd e del Presidente Rossi, in questo passaggio non possiamo che essere estremamente intransigenti. Per questo, mentre apprezziamo lo stanziamento dei primi 10 milioni di euro per il mantenimento dei servizi sanitari in Provincia di Massa Carrara, reclamiamo il massimo del rigore. Un rigore diffuso a tutti i livelli istituzionali e in tutta questa parte della Toscana, protagonista, negli ultimi mesi, di troppe torbide vicende. Penso allo scandalo dei cimiteri, all’inchiesta sulla Casa circondariale, alle speculazioni sulle residenze turistiche alberghiere trasformate in miniappartamenti, nonché ai dissesti finanziari di Cat, Gaia, Massa Servizi e del Cernec”. “In questo scenario, con poche luci e parecchie ombre – conclude Evangelisti – è fondamentale che questo esempio di cattiva gestione dell’Azienda Sanitaria locale non vada a compromettere l’iter per la costruzione del nuovo ospedale di Viale Mattei”.